Non le abbiamo contate.

Missione impossibile.

Non avremmo smesso più.

Ma una cosa è però certa: ogni cinque secondi ce n’è una, e le sollecitazioni alle quali sono sottoposti auto ed automobilisti sono massime, e al limite della sopportazione.

Meccanica ed umana.

Stiamo ovviamente parlando delle innumerevoli buche e “crateri” presenti in tutta la città, divenute purtroppo nostre fedelissime, temute e fastidiose compagne di viaggio, durante tutti i nostri quotidiani spostamenti.

Una sorta di insidiose ed indisponenti “trappole urbane”, nonché quotidiano e perenne pericolo per impavidi automobilisti ed eroici pedoni.

E così, mentre gli ammortizzatori delle nostre auto hanno ormai alzato bandiera bianca, e molto presto inoltre, al posto dei poveri pneumatici dovremo ricorrere agli sci, (vedi slalom giganti da asfalto che siamo costretti ad affrontare), chi di dovere, cioè chi amministra la cosa pubblica, si arrangia alla meno peggio, rattoppando di qua e di là, ma tuttavia non risolvendo l’annoso e noioso problema.

Si perché se ad ogni pioggia più o meno abbondante, l’asfalto cede quasi puntualmente, le conseguenti e ripetute “rotture” delle tubazioni della rete idrica, aumentano a dismisura i buchi e gli scavi sul già provato manto stradale, “regalando” di fatto uno stravagante ed alternativo look a macchia di leopardo.

Qualcuno a questo punto dirà o penserà: “se è per questo anche a Roma hanno lo stesso problema…”.

Si è vero, ma Crotone non è la capitale, e gli “amministrattori” inoltre, non sono proprio gli stessi.

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