Era avvenente, accattivante, imprevedibile la politica, non semplice da capire, spesso quasi incomprensibile, ma proprio per questo pregio e privilegio di pochi “eletti”, o illuminati.

Innamorati di sé stessi e della politica.

Innati incantatori di persone e di piazze, che parlavano e sapevano parlare, che ascoltavano e sapevano ascoltare, che aggregavano, univano, con naturalezza e pazienza, con la personalità e la sicurezza dei leader, quelli autentici.

Quelli a cui per farsi capire e seguire bastava una semplice parola, una stretta di mano, uno sguardo, o anche un benevolo rimprovero che serviva da insegnamento, e che ti riportava sulla giusta strada.

Uomini cresciuti a pane e politica, a valori ed ideali, figli e testimoni di un’epoca che non esiste quasi più.

Si perché era in nome e per conto della politica che ci si muoveva, si lavorava, si progettava e si costruiva il futuro.

E soprattutto, ci si metteva la faccia.

Incazzati o col sorriso, di destra, di centro o di sinistra, pieni di pregi e di difetti, ma per grazia naturale coinvolgenti, convincenti.

Carismatici.

Spinti ed animati da sentimenti veri e principi leali, messi in campo in funzione ed al servizio di chi aveva riposto in loro fiducia e speranze.

“Esemplari” di politici ormai in via di estinzione. Così come quei tempi, che non ci sono più.

E anche Crotone, non è sfuggita a questa povera, negativa e deprimente inversione di tendenza, che sta purtroppo “regalando” a tutti noi una politica irriconoscibile, superficiale, assolutista e limitata.

Una politica lontana, quasi immorale, e piccola piccola.

E “fedeli” alla famosa frase: “un politico che non fa promesse è come una puttana che non fa marchette”, dalle nostre parti infatti pare che l’audace paragone calzi proprio a pennello.

C’è chi la politica, prima la “possiede” e poi la controlla, “offrendola” di volta in volta a chi ne ha più voglia, o bisogno.

L’atto, politico ovviamente, si consuma in qualche “casa chiusa” di qualche condominio cittadino, dove i “clienti” di turno vengono dapprima sedotti, e poi accompagnati all’iniziazione.

È bella la politica. È affascinante la politica. È sensuale e ruffiana la politica.

Ma molto pretende dai suoi abituali frequentatori.

E allora c’è chi è ancora troppo inesperto, chi “arriva” troppo presto e fa una figuraccia, chi ha l’ansia della prestazione, e anche chi dopo vari incontri si accorge di avere “altri gusti”, e abbandona prima del tempo.

Risultato: chi muove i fili della “politica” è sempre lì, a regolare il traffico ed a “vendere” il prodotto, tutti gli altri invece, vanno e vengono…

Appunto.

Ma c’è anche chi questa politica ed il suo solito e discutibile andazzo, e ci riferiamo ai cittadini, non se la può permettere, e non la vuole più permettere.

Non si pretende certo che da un giorno all’altro da “donna di facili costumi” questa politica torni una “verginella”, ma che ritrovi presto gli assoluti ed indispensabili valori, moralità ed affidabilità, questo si.

Assolutamente si.

Da chi rappresenta una comunità, bisogna pretenderlo.

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