Riceviamo e pubblichiamo

Ha visto giusto – purtroppo – la CGIL Nazionale nell’affermare che la politica del Ministro Salvini contro i migranti “Ci costa CARA”.

A pagare sulla propria pelle le conseguenze del decreto sicurezza sono stati i lavoratori che operavano nel CARA di Crotone, lasciati in mezzo alla strada, nel silenzio e nell’indifferenza delle Istituzioni.

Dalla Prefettura, sinceramente, ci saremmo aspettati ben altra risposta alla richiesta di incontro che la Filcams e la Funzione Pubblica prima e successivamente la CGIL Calabria, hanno sollecitato per rappresentare la situazione di difficoltà degli operatori del Centro di Accoglienza.

Infatti la Prefettura non ha favorito alcun confronto, come era auspicabile, viceversa ha affidato ad una spiegazione formale da parte della Croce Rossa, la giustificazione per la mancata applicazione della clausola sociale che serviva a garantire i livelli occupazionali.

Sicuramente l’effetto del Decreto Sicurezza sarebbe comunque stato negativo per i lavoratori e scarica, inoltre, sui territori costi, disagi e tensioni sociali. Tuttavia, a nostro avviso, se si fosse agito con maggiore responsabilità ed attenzione, applicando i criteri previsti dalla legislazione vigente, si sarebbe sicuramente ottenuto un adeguato risultato in termini di continuità occupazionale.

Per tale ragione, a difesa dei lavoratori, avvieremo con le categorie competenti apposite iniziative di tutela per rendere esigibile la clausola sociale.

Catanzaro, 16 maggio 2019

Segreteria Area Vasta CGIL Segreteria regionale
(Catanzaro Crotone Vibo V.) CGIL Calabria

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