È sempre in stato di emergenza, o quasi.

E con essa, di conseguenza, anche la nostra città, sporca, disordinata, e in perenne attesa di una raccolta degna di questo nome, continua e più organizzata, ancor prima di quella differenziata della quale ormai si sono perse tracce e speranze.

Per strada, cosi come le tonnellate di rifiuti che Akrea, la partecipata del Comune di Crotone, non riesce mai a raccogliere come si dovrebbe, e cioè compiutamente e completamente.

Tutti i giorni o quasi, un problema ne frena e ne condiziona il normale andamento, mettendo in evidente difficoltà ed imbarazzo management e lavoratori, nonostante abnegazione e grande impegno non siano comunque mai venuti meno.

Si pensa forse di risolvere la precaria e difficile situazione di azienda, lavoratori e città con l’acquisto di due nuovi aspiratori?

Evidentemente.

Si perché i mezzi sono i medesimi di sempre, vecchi e mal funzionanti, così come i cassonetti, “differenziatamente” obsoleti.

Se a tutto ciò poi, aggiungiamo anche gli imprevisti o presunti tali, vedi per esempio la rottura di un trituratore di Ekro, il già poco incoraggiante quadro si fa ancor più desolante.

Mezzi di Akrea pieni di spazzatura che non riescono a scaricare, e strade della città che “scoppiano” di rifiuti.

Tonnellate di rifiuti. Molti dei quali irrispettosamente abbandonati illegalmente, e spesso provenienti da altri Comuni.

Ma potrebbe inoltre e purtroppo non esserci limite al peggio, se la “benedetta” e proclamata raccolta differenziata non decollerà definitivamente.

Perché per partire è già partita, sulla carta e di fatto.

Forse non ce ne siamo ancora accorti, ma ce ne rammentiamo però ogni qualvolta paghiamo la tassa sui rifiuti.

E non è ancora finita. Il futuro infatti è tutt’altro che chiaro, da qualsiasi lato lo si guardi. Soprattutto politico…

Sono già trascorsi due anni da quando il sindaco di Crotone ed il presidente di Akrea, presentarono alla stampa ed alla città il piano di raccolta differenziata.

Il resto è storia dei nostri giorni.

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