Riceviamo e pubblichiamo

Nella Sala Borsellino iniziativa sociale sul femminicidio e la violenza di genere voluta dal Garante dei detenuti e dal Soroptimist di Crotone

20 giugno 2019 una data da ricordare .Nella sala Borsellino della Provincia di Crotone si sono date convegno molte donne impegnate nel sociale per discutere un tema assai delicato : la violenza di genere.

L’iniziativa sociale è stata promossa dal Garante dei detenuti di Crotone avv. Federico Ferraro, congiuntamente al Soroptimist Club di Crotone, nella persona della presidente d.ssa Annamaria Sulla , alla sezione locale Consolidal E.T.S ed all’UniTRE, rappresentate dalle consigliere Filomena Mustacchio e Camilla Portiglia. L’incontro di ieri è stato pensato come momento di sensibilizzazione pubblica a sostegno delle donne ancora oggi troppo spesso vittime di violenze.

Dopo i saluti iniziali del Vicepresidente della Provincia dott. Giuseppe Dell’Aquila, il cui intervento ha sottolineato la necessità di una cooperazione istituzionale ed associativa all’insegna della costruttività e della concretezza, c’ è stato l’intervento della presidente del Soroptimist .
Numerosi sono stati e saranno i progetti, su scala nazionale, per il secondo anno di presidenza Sulla, in particolare si ricorda : l’apertura della stanza di assistenza alle donne , presso il Comando Prov.le dei Carabinieri di Crotone e la convenzione con le Procure per aiutare le vittime di violenza ad un vero inserimento lavorativo.

Le relazioni principali sono state quella dell’avv. Ferraro che ha introdotto l’argomento del femminicidio, focalizzando tra l’altro l’attenzione oltre alle note vicende giudiziarie – dal caso Olga Mattei all’avv.ssa Annibali sfregiata con l’acido dal proprio ex – anche a quei casi di violenze ammantate da usanze o tradizioni troppo spesso lesive verso la dignità della donna.

E’ stata ricordata l’usanza del “Ballo delle Canne” nel Regno africano dello Swaziland, come i soprusi patiti da bambine e donne nel Paraguay ed infine il fenomeno delle spose bambine nei paesi del sud est asiatico e in diverse aree del continente africano , che nasconde una vera e propria compravendita di esseri umani: secondo le stime ufficiali circa 22 milioni di bambine oggi sono “sposate” e vivono con uomini molto più anziani di loro.”

L’intervento centrale è stato affidato all’avv. Stefania Leotta del foro di Crotone, Presidente del Rotary Club di Strongoli, la quale ha disquisito sugli aspetti culturali e professionali collegati all’avvocatura femminile e alle varie fasi di conquista compiuti dalle donne nel corso dei decenni. Intervento molto interessante e condiviso sul tema della violenza di genere nelle sue molteplici forme, non solo fisica, ma anche verbale e morale. Ha parlato della sua esperienza personale come Donna, mamma e Avvocato richiamando l’attenzione sulle problematiche che ancora oggi rimangono irrisolte, come la mancanza di garanzia del diritto alla maternità, il minor reddito delle donne professioniste, la mancanza di rappresentanza, oltre l’obbligo delle quote rosa, agli organi di vertici, la mancanza di rispetto da parte di alcuni colleghi. “La verità è che viviamo in un sistema che ci vuole al pari degli uomini, ma che di fatto ci discrimina”.

L’incontro è stato moderato dalla giornalista professionista Giusy Regalino, da anni impegnata sui temi e sulle problematiche femminili e sempre presente ad iniziative di sensibilizzazione pubblica. La giornalista ha ricordato la difficoltà dei primi anni di lavoro, quando in un ambiente quello del giornalismo, all’epoca prettamente maschile, si è affermata con tenacia e caparbietà, oltre che con impegno professionale continuo e dedito a raccontare ed a vivere tante storie di donne della terra di Calabria e non solo.

A chiusura dell’incontro l’intervento dell’avv. Agata Speziale Giudice Onorario presso il Tribunale di Catanzaro, improntato sulle tante difficoltà e battaglie giudiziarie che ancora oggi molte donne avvocato devono sostenere non solo nella propria professione ma anche a volte nell’ambito dei concorsi pubblici. E’ stato ricordato come negli anni ’90 una giovane donna che nonostante avesse vinto il concorso per entrare nella banda militare si era vista negare l’accesso solo perchè donna!

Un selfie collettivo ha chiuso l’incontro molto partecipato anche dalle Forze dell’ordine.

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