“La Calabria, sola ed afona, è di fronte ad una crisi senza precedenti. Il Governo, con il solo intento di distrarci dai problemi reali, ci convince che l’emergenza da affrontare è l’invasione straniera e nel silenzio dei mass-media nazionali, con i governi regionale e nazionale concentrati sulla propria sopravvivenza, in Calabria si consuma la più profonda delle crisi economica e sociale dal dopoguerra.

Alla crisi che oggi attanaglia le centinaia piccole aziende che stanno chiudendo a seguito dei mancati investimenti infrastrutturali in Calabria si assomma la crisi del settore delle telecomunicazioni. Infatti, tra febbraio ed aprile, hanno perso il posto di lavoro ben 900 lavoratori tra le province di Catanzaro, Crotone e Cosenza con il conseguente venir meno di circa 7 milioni di euro, percepiti attraverso gli stipendi. Soldi che venivano spesi sul territorio, generando nuova occupazione e nuove ricchezze e, nonostante le tante iniziative sindacali, questa grave spoliazione è passata silente sugli organi di informazione e nelle stanze del governo.

Oggi, a seguito dell’ulteriore dichiarato ridimensionamento delle commesse che TIM affida ad Abramo, quest’ultima sarà costretta suo malgrado ad aprire le procedure di licenziamento per circa 600 donne e uomini tra Catanzaro, Lamezia, Montalto e Crotone che hanno come unica fonte di sostentamento ed unica speranza di restare in Calabria, il lavoro, quasi sempre part-time, che gli viene offerto da questi.

E mentre i “giornaloni” rappresentano in grassetto la potenziale perdita di qualche centinaia di posti in giro per l’Italia, neanche un filo di inchiostro viene sprecato per narrare il dramma di una terra, la Calabria, che da Reggio a Castrovillari, passando per Locri e Lamezia Terme, si vede ancora una volta violentata da aziende predatrici che, colti i propri profitti, lasciano intere famiglie nella miseria.

Riscopriamo oggi, con maggiore intensità anche rispetto al dopo guerra, il fenomeno migratorio che lacera famiglie e generazioni di giovani senza che nessuno tra chi ha responsabilità di governo e di informazione si erge in nostra difesa. E’ giunto quindi il momento di comprendere che su queste battaglie i Sindacati sono stati lasciati soli e, per non essere complici di siffatta indegna situazione, la UIL – COM si attiverà in sinergia con le altre organizzazioni Sindacali al fine di coinvolgere sul percorso di risoluzione della crisi tutta la deputazione nazionale e regionale calabrese per dare loro la possibilità di smentire questo nostro convincimento ed affinché, da subito, si apra un tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico sulla questione lavoro in Calabria in generale e sulla vicenda Abramo in particolare.

A tal fine invieremo sin da oggi richiesta di incontro alla deputazione e al Prefetto della città Capoluogo con la speranza che i Ministri di questo governo diano una solerte risposta ai bisogni dei calabresi, per così come hanno fatto in altre regioni del nord d’Italia, comunicando che siamo già pronti a promuovere iniziative di mobilitazione che, preannunciamo, saranno eclatanti.

Fabio Guerriero
Segretario Generale UILCOM Calabria

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