Post Facebook della consigliera comunale Manuela Cimino, pubblicato immediatamente dopo la decisione di revoca espressa dal Consiglio.

“Oggi ho avuto l’ennesima dimostrazione di avere ragione su tutta la linea … Purtroppo il territorio che ci ha visti nascere non merita uomini liberi di pensare e agire e così è destinato a persistere nella propria condizione.

Ho sacrificato una parentesi importante della mia vita pensando di fare la cosa giusta nel cercare di proseguire un percorso politico e professionale sull’impronta di chi, prima di me aveva combattuto in questa direzione. Ho voluto fare questo tentativo pur consapevole che altrove avrei potuto avere in tempi rapidi la mia realizzazione …

Ho sprecato anni prima di acquisire la consapevolezza che nonostante il buono che c è, purtroppo “nulla mai cambierà” … e allora per una volta ho pensato al mio futuro e mi sono rispedita al mittente, mettendo la parola fine ad un capitolo duro e faticoso.

È giusto faticare nella vita ma occorre farlo verso una direzione, puntando a degli obiettivi. Ricordo ancora il giorno in cui decisi che “non se ne poteva più” … mi trovavo in una riunione politica a parlare delle stesse cose di cui si parlava sei anni prima e forse anche con le stesse persone; ho pensato che avrei trascorso così la mia vita … ad affrontare gli stessi temi per anni e un giorno mi sarei svegliata vecchia … io vecchia ma la città sempre uguale; con gli stessi problemi, le stesse storture, gli stessi servi (di chi crede di avere potere ma in realtà non ha la benché minima idea di cosa sia), le stesse prepotenze …

Ho pensato che non avrei mai messo a frutto i miei studi, le mie passioni, il mio amore per il sapere, i miei viaggi, i sacrifici dei miei genitori … Ecco per questo sono andata via … ma andare via non vuol dire dimenticare gli affetti, dimenticare il passato, dimenticare di avere un ruolo che seppure non espletabile per via di una lontananza oggettiva, ho sempre rispettato in quanto espressione di un cospicuo numero di amici, estimatori e persone care.

Sebbene non avessi nulla da guadagnare, ho voluto mantenere il ruolo affidatomi (dimettermi sarebbe stato molto più agevole) rispettando tutto quanto previsto da Statuto e Regolamento ma neanche questo è bastato ad arginare un gesto di arroganza (oltre che un atto illegittimo) avallato purtroppo da “materiale umano” strisciante e obbediente (può bastare così )!!! Oggi più che mai riconosco tanta saggezza nelle mie scelte … oggi più che mai mi sento vittoriosa!!!”.

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