GRANDE MUSICA NEI BORGHI STORICI.

Si è concluso con grande successo e accoglienza calorosa da parte del pubblico l’esperimento di portare l’Opera negli splendidi borghi storici del Crotonese. Protagonisti i giovani Artisti del laboratorio ideato dal Maestro Teresa Cardace.

Da poco tempo ma con immediata sintonia il Maestro Cardace ha instaurato un rapporto di reciproca collaborazione con l’Accademia Musicale “Fernando Sor”, diretta con grande dinamismo dal Maestro Francesco Locanto, per supplire alla mancanza sul territorio di strutture che si occupino di formazione teatrale. Da anni Cardace, Artista e Didatta di altissima levatura sperimenta queste master class sotto forma di laboratori, durante i quali si occupa di ogni aspetto di palcoscenico, dalla tecnica vocale all’arte scenica, e allestendo in formato rivisitato un’opera perlopiù sconosciuta.

Quest’anno la scelta è caduta su “Lo frate nnammorato”, farsa musicata da G.B. Pergolesi nel 1732, ambientata nella Napoli del celebre show televisivo “Il Boss dei matrimoni”.
A questo progetto hanno preso parte giovani Artisti, alcuni già laureati, altri a un passo dal riconoscimento, ottimamente guidati e accompagnati al pianoforte dal Maestro Francesco Silvestri.
La scelta di un’opera buffa barocca, trasportata ai giorni nostri non è solo didattica, ma è anche un invito al pubblico che non si è mai accostato all’Opera a scoprirla e a divertirsi con le mille trovate sceniche e la trama, intricata come quella di un serial televisivo. I giovani Artisti sono stati chiamati ad eseguire le difficili arie, piene di abbellimenti e acrobazie vocali tipiche del periodo Barocco e a mettere in scena siparietti recitati, cimentandosi così anche nel teatro di prosa. Quella che era una monumentale opera di più di tre ore è diventata così una frizzante operetta di poco più di un’ora, ricca di momenti comici e sentimentali, incentrata su di un giovane diviso tra l’amore di tre ragazze.
Mattatrice del gruppo la neo-laureata Greta Carlino, in un doppio ruolo: in scena è entrata e uscita dal personaggio maschile di Ascanio e quello deliziosamente femminile della scaltra servetta Vannella. Accanto a lei Marta Erminia Florio si è divisa spiritosamente tra la burbera servetta Cardella e la protagonista femminile Lucrezia, una deliziosa commistione tra la Lauretta pucciniana e Betty Boop.
Con molta autoironia la splendida Francesca Campanella, diplomata in danza, e la stessa Teresa Cardace che ha caratterizzato magistralmente il suo personaggio, hanno interpretato Nena e Nina, due sorelle “male assortite”: la prima una bomba sexy che strizza l’occhio al burlesque, la seconda una bella ma troppo pudica bigotta.
Citando i Manetti Bros, Antimo Dell’Omo ha disegnato il personaggio di Pietro come un vivace cantante neomelodico assediato dalle fan e fidanzato poco fedele di Nena, mentre Luigi Mesoraca, nei panni del “padrone di casa” Carlo, promesso sposo di Lucrezia, ha citato con rispetto ma con esilarante gestualità partenopea proprio Don Antonio, il boss delle cerimonie e Giuseppe Camigliano, che ha documentato fotograficamente tutti i lavori di allestimento ha portato in scena il burbero fidanzato di Nina, un anziano playboy in disarmo e pieno di acciacchi che all’occorrenza però sa usare bene la sua stampella (ci siamo rivolti al Maestro Marco Marini, uno dei più accreditati esperti italiani di scherma storica a bastone).

A legare i vari quadri la narrazione della piccola Giulia Lupo, prima attrice, assistente regista, segretaria di produzione e suggeritrice, e dell’impagabile Emanuel Gumari, uscito dall’Accademia di Musica “Fernando Sor”, maestro di palcoscenico, scenografo e allestitore, sempre in scena come mimo nel ruolo di Farfarello, uno spiritello buono che interagisce con gli Artisti con mille trovate sceniche. Tra l’altro Emanuel Gumari tornerà presto in scena con uno spettacolo di sua ideazione, incentrato su Pinocchio.

Tutti i giovani Artisti (quasi tutti allievi del Maestro Cardace o di cantanti d’Opera a lei vicine) provengono dalla Calabria, dalla Puglia e da Napoli, diretti da Simona Esposito, attrice e regista che vive in Umbria e ha interpretato un’attempata signorina che parlava un immaginario dialetto lombardo, ispirata alla Mabilia dei “Legnanesi” (popolare compagnia dialettale brianzola sconosciuta al Sud). I giovani Artisti di Cardace, che potrebbero essere ormai una compagnia stabile, si prestano con entusiasmo a questi “esperimenti” condotti in luoghi storici come la piazzetta del Centro Storico di Petilia Policastro, il Chiostro del Palazzo Signorile di Torre Melissa, il cortile del meraviglioso Castello di Santa Severina, ottimamente gestito dalla Cooperativa Aristippo (e, quando vengono in trasferta in Umbria, il magnifico chiostro del complesso monumentale medievale di Monteripido). Si punta a un molteplice risultato: da una parte proporre a tutto il pubblico un genere erroneamente considerato di nicchia, dall’altra valorizzare la bellezza del territorio e dei suoi monumenti.

Per questo si ringraziano le amministrazioni comunali e gli assessorati alla cultura di Santa Severina, Petilia Policastro e Torre Melissa per l’entusiastico appoggio. Il Sud Italia ha bisogno di sviluppare questo aspetto imprenditoriale della cultura, che è ancora in embrione. Noi tutti ci auguriamo di aver gettato un seme che germogli rigogliosamente.

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