Informazione e sintesi, attraverso la quale doverosamente, a seguito delle recenti e continue proteste e polemiche relative ad una “ingiustificata” e misteriosa carenza idrica, spiegheremo nello specifico causa e modalità legate alla riduzione dell’acqua da parte di Congesi ad una cinquantina di utenti residenti nella zona periferica di Farina.

Perché è di tale numero che si sta parlando.

Partiamo però da una necessaria premessa: come da sempre accade, nel periodo estivo il fabbisogno idrico cittadino aumenta, più dettagliatamente da 155 litri al secondo di disponibilità, a 200 litri al secondo di effettivo fabbisogno.

Da qui, la inevitabile necessità quotidiana e serale da parte dei tecnici di Congesi, (solo per il periodo estivo), di ridurre l’erogazione dell’acqua dai serbatoi di Vescovatello alto e Vescovatello basso, che causano una conseguente diminuzione della pressione, ma allo stesso tempo però, consentono agli stessi di riempirsi per la giornata successiva.

Precisiamo inoltre, tornando al “caso Farina”, che le vie direttamente coinvolte da tale manovra sono le parti alte di Via Polonia, Via Inghilterra, Via Ucraina e Via per Capocolonna, dove le costruzioni interessate, “scomodamente” realizzate tanti anni fa, molte delle quali abusive e poi condonate, hanno normalmente più difficoltà a ricevere l’acqua, ancor di più quando la pressione diminuisce.

Tuttavia a fronte di ciò, Congesi ha provveduto a rifornire con autobotte e quotidianamente, tutte le famiglie alle prese con tale problematica, che comunque cesserà già dal prossimo 24 agosto, allorquando si tornerà alla normalità.

L’alternativa alla riduzione dell’acqua nelle ore serali, sicuramente più infelice ed onerosa, sarebbe stata quella di chiudere i rubinetti di tutta la città per qualche giorno. Con tutti gli inevitabili, generali e gravosi disagi del caso.

P.S. Alcuni degli intestatari delle 50 suddette utenze, sono stati costretti a saldare o rateizzare il non indifferente debito pregresso nei confronti di Congesi.

Diritti e doveri.

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