Le foto che abbiamo pubblicato sono state scattate in piazzale Nettuno, a pochi passi dal centro cittadino e da viale Regina Margherita.

In piazzale Nettuno, come è ben noto, si trova un grande parcheggio che di notte però, si trasforma in una sorta di improbabile e molto approssimativo albergo “senza stelle”, dove purtroppo sopra il tetto di copertura dei parcheggi, sono costretti a trascorrervi la fredda notte migranti senza una casa, senza un tetto sulla testa, senza famiglia, senza una meta, e molto probabilmente senza un futuro.

Non l’hanno mica scelta loro questa condizione di precarietà, incertezza e sofferenza. Se avessero potuto scegliere sarebbero rimasti nei loro Paesi, nelle loro case, insieme alle loro famiglie.

Ma quando si fugge dagli orrori, dalle guerre, dai soprusi, dalle violenze, tante domande non te le poni affatto.

Pensi solo a fuggire, e a sperare in una vita più giusta, più serena e migliore.

Se sopravviverai.

La morte infatti è sempre in agguato, e molto spesso spazza via inesorabile sul nascere speranze, sogni, illusioni di migliaia e migliaia di vite. Uomini, donne, bambini che dopo aver affrontato e subito di tutto, muoiono in mezzo al mare. Soli.

Esseri umani prima di tutto, come tutti noi, e poi tutto il resto.

Ecco perché non c’è, o non ci dovrebbe essere nessuna forma discriminazione o barriera di fronte al sacrosanto diritto alla vita, né condizionamenti dettati da diversità di colore, di religione, politica e da odio razziale, spesso mosso da vera e propria rabbia sociale, poi artatamente sfruttata e manovrata da chi vuol fare il super eroe nazionale sulla pelle degli altri.

Anche la nostra.

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