Magnetico, non si può descrivere diversamente Tano Grasso docente di Storia e dinamiche della mafia all’università Magna Grecia di Catanzaro nonché presidente della federazione nazionale antiracket. Sabato mattina con il suo carisma ha letteralmente catturato gli studenti che lo hanno tampinato anche nei dieci minuti di pausa, che tale alla fine non è stata, che avrebbe voluto fare durante la lezione che ha tenuto presso i locali dell’istituto Trasporti e logistica Mario Ciliberto di Crotone. I saluti sono stati portati dalla professoressa di Diritto Giuseppina Conci che con il suo impegno ha reso possibile l’evento, inoltre ha fatto le veci del dirigente Scolastico Girolamo Arcuri impegnato a Catanzaro, con una nutrita delegazione di studenti, alla manifestazione svoltasi a favore e sostegno del Procuratore antimafia Nicola Gratteri.
“Sconfiggere la mafia si può” è chiaro il messaggio mandato dal carismatico professore che ha richiamato e ribadito il tema della giornata. La chiarezza e la sicurezza di quello che può succedere sono state la chiavi per fare breccia nella teste degli studenti che da questo convegno escono più arricchiti e più convinti che il male che affligge la società contemporanea non è invincibile, tutt’altro.
Grasso ha portato l’esempio di quanto successo nella sua città, Capo d’Orlando (in provincia di Messina), dove il racket è stato debellato. Come? Restando uniti. Da solo nessuno ha la forza di fronteggiare la criminalità organizzata, ma l’unione fa la forza. Un gruppo di commerciati una volta taglieggiati si è unito ed insieme hanno portato avanti una battaglia difficile che con l’aiuto delle forze dell’ordine hanno vinto. Un’isola felice Capo d’Orlando, un esempio da seguire.
“È possibile, non è facile, ma è possibile” è su questo che Grasso ha battuto, ha insistito con gli studenti, è possibile battere la mafia ed ha esortato ad unirsi, a crederci e non sentirsi sconfitti in partenza. Ha voluto anche ricordare la vicinanza dello Stato a chi subisce danni con atti intimidatori, verso chi denuncia e chi collabora. Non bisogna sentirsi soli, solo così si può uscire vincitori da una partita difficile contro un avversario forte che vuole invece dividere per disperdere le forze e intimorire.
Una lezione di vita, anche per come è stata svolta, ha interagito con gli studenti ha voluto conoscere i nomi, non si è esentato del fare battute sui telefonini, sulla sua calvizie e di utilizzare termini siciliani anche forti quando è stato necessario per corroborare i concetti.
Ha poi risposto ad una serie interminabile di domande poste da una platea particolarmente attenta e partecipe che ha dimostrato di avere tanta voglia di conoscere, lottare e voler cambiare le cose.

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