Origine della parola “politica”: Dal greco antico politikḗ (“che attiene alla pόlis“, la cittàstato), con sottinteso téchnē (“arte” o “tecnica“); per estensione: “arte che attiene alla città-stato”, talvolta parafrasato in “tecnica di governo (della società)”.

Ebbene, la politica in quanto tale a Crotone non esiste quasi più.

Quel quasi, prezioso, celato e dono per pochi, non lo trovi ovunque ed alla portata di chiunque, tutto il resto invece e palesemente, è solo cornice, chiacchiere da strada, mega pippe mentali, insieme ad un consistente numero di persone che hanno improvvisamente trovato nella politica, e nella irrefrenabile smania di diventare sindaco, la loro nuova dimensione e sogno mostruosamente “possibile”.

Si accettano scommesse, e anche miracoli.

L’auspicio, l’augurio e la viva speranza piu o meno generale, è che alla fine della fiera, lo scenario che va pian piano delineandosi non confermi le attuali premesse.

Sarebbe il massimo del minimo.

Un salto nel vuoto senza fine, una bruciante sconfitta per tutti, elettori e probabili candidati a sindaco. La fine del buon senso, e di quell’antica e nobile arte chiamata politica.

Un dono, una naturale vocazione, un modo di essere e di fare il leader, che non è prerogativa molto comune.

Ma perché abbiamo deciso per questa strana premessa?

Molto probabilmente perché ci siamo accorti che i “Mose’ “, cioè i prescelti per salvare il popolo per consegnare loro la terra promessa, sono sempre di più, e pronti a fare o disfare la storia della nostra città.

Soltanto che pregare e predicare fra la gente non basta, le acque non si aprono, e gli egiziani non sono altro che acerrimi nemici immaginari, alibi di un comodo ed improbabile miracolo, che non avverrà mai.

Se poi ci vogliamo convincere che a Crotone anche l’impossibile è possibile, se davvero pensiamo che chiunque possieda cazzimma, una testa funzionante ed un paio di argomenti più o meno passabili, possa diventare sindaco in pompa magna, mi sa che non abbiamo capito proprio niente.

Cultura, personalità, professionalità, esperienza, capacità relazionale non indifferente, lealtà, abnegazione e grande spirito di sacrificio.

Fare il sindaco non è un mestiere a busta paga, non è un rifugio per peccatori, o vincere al superenalotto senza giocare la schedina, ma una vera e propria missione.

Quasi “eroica”, visto che si tratta di risollevare amministrativamente le sorti del Comune di Crotone.

E se quindi avevate minimamente pensato a qualcos’altro, siete fuori strada, e forse avete fatto male i vostri conti.

Non sottovalutate i cittadini. Pensano, osservano, valutano e votano, con coscienza e cognizione di causa.

In bocca al lupo, e buon proseguimento di campagna elettorale.

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