RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Krotone da Vivere propone una raccolta firme per dire no all’esproprio di stato dei beni di proprietà dei crotonesi.

Meno male che l’ENI era l’unico ente con partecipazione pubblica a sfruttare ed abusare del territorio di Crotone.
Ma lo Stato non sarebbe da meno.

Stiamo vivendo in questi giorni un teatrino in cui tante presunti politici crotonesi si accollano il merito dell’assegnazione della sede territoriale per la soprintendenza alle belle arti, al paesaggio ed ai beni archeologici da parte del Ministero dei Beni Culturali (MIBACT).

Un gran peccato però che questa assegnazione faccia parte della legge sul riordino delle strutture periferiche del MIBACT e quindi con o senza politici comunali , regionali o nazionali, Crotone l’avrebbe ottenuto lo stesso!
Si parla poi di sfratti, di reperti da ricollocare e di cause milionarie per liberare locali privati da questi benedetti reperti.
La verità è’ che i vari sindaci crotonesi che si sono succeduti hanno subito passivamente la prepotenza dei funzionari del Ministero ( leggi protocollo d’intesa del 21 agosto 2012 in cui il Comune di Crotone cede gratuitamente parte della Scuola Principe di Piemonte  e restituisce il Castello di Carlo V) non opponendo nessuna resistenza a questo atto coercitivo.

Sappiamo da allora ad oggi come è finita la storia dell’uso del Castello da parte del Ministero? Chiuso!! Tutto ciò ha provocato un grave danno di immagine culturale, economica e turistica alla città . Perché? Interessi di pochi o forse di più, ignoranza e non amore per la città.
A dimostrazione della sudditanza psicologica i suddetti politici “illuminati” hanno anche assegnato gratuitamente parte della scuola elementare Principe di Piemonte al Ministero ( la scuola del Castello ), in modo che potesse essere utilizzata come deposito di 25 mila cassette di reperti di cui disconosciamo il valore , con la conseguenza disastrosa di lasciare un’intero quartiere senza una struttura scolastica adeguata.

Questa scelta ha messo anche a rischio la stabilità strutturale della scuola stessa che non dispone di fondamenta, e in alcuni punti il pavimento appoggia sulle antiche gallerie che collegavano le aree all’interno con le zone fuori le mura.

Ma torniamo allo “sfratto”.

Sapete che i propietari di Palazzo Morelli hanno ottenuto un considerevole risarcimento in ragione del fatto che ,una volta messo in vendita si sono trovati a non disporre del loro bene che era occupato dai famosi “reperti”?

Nessuno sfratto, piuttosto sono i crotonesi ad essere stati stati sfrattati!
La scuola di San Francesco (che verrà ristrutturata con i soldi dell’Antica Kroton non di certo per renderla fruibile al quartiere) diventerà sede di uffici del Ministero.

I soldi dell’Antica Kroton sono dei crotonesi e di questi fondi verranno impegnati due milioni di euro solo per dare una struttura per uffici al Ministero e non ci si venga a dire che ci saranno laboratori di recupero e di catalogazione per cui ci potrebbero lavorare professionisti locali perché non ci crede nessuno! Sia ben chiaro che tutte le professionalità utili a svolgere questi lavori saranno selezionate dagli elenchi nazionali e saranno gestiti direttamente dal Ministero .
Perchè questa catalogazione il MIBACT non l ‘ha fatta in 40 anni di raccolta dei cocci? Chi ci crede che lo faranno ora?

Nessun progetto di valorizzazione e fruizione è previsto nei programmi approvati in seguito a questa attività di catalogazione. Buio assoluto.  

Mi viene da paragonarla alla barzelletta raccontata  dal Ministero che all’interno del Castello avrebbe costruito il nuovo Museo Nazionale (da Il Crotonese 24 aprile 2014 ).

Quindi il Ministero ha bisogno di una sede per uffici e depositi ? Cerchi locali adeguati e capannoni, può tranquillamente fittarli e pagarli con i propri “ soldini” contribuendo a far girare l’economia.
È ancora perche’ non utilizza il Museo Civico Nazionale del Castello e il Museo di Capo Colonna per i propri uffici e depositi? Questi immobili sono di proprietà del MIBACT.

Nessuna legge dello Stato Italiano prevede l’obbligatorietà che la città metta a disposizione gratuitamente dei locali per i  loro bisogni.
Krotone da Vivere non ci sta, pertanto ci faremo promotori di  una raccolta di firme  per riavere nella disponibilità di tutti i crotonesi, sia la scuola del Castello, Principe di Piemonte, che quella di San Francesco, al fine di renderle centri di aggregazione sociale, sede di associazioni culturali cittadine , di laboratori teatrali e musicali, di giardini biologici e di aggregazione sportiva.

Krotone da Vivere
Giovanni Capocasale
crotonedavivere@gmail.com

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