(IlSole24Ore)

Tutto rimandato all’autunno, a data da destinarsi: elezioni regionali (si deve rinnovare il Consiglio regionale ed eleggere il presidente in Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Valle d’Aosta), elezioni del sindaco in oltre mille Comuni, referendum confermativo sulla riforma costituzionale che taglia di oltre un terzo il numero dei parlamentari. Se il Paese intero si ferma, si ferma anche la politica con una sorta di “sospensione” della democrazia senza precedenti nella storia repubblicana.

Slittamento di tutte le consultazioni nel Dl sul coronavirus.

La decisione era nell’aria e data per scontata nei Palazzi già da qualche giorno. Ma il Governo – proprio mentre in Francia il presidente Emmanuel Macron ha confermato il turno delle comunali di questa domenica (i ballottaggi si terranno fra quindici giorni, quando la situazione sanitaria del Paese transalpino potrebbe essere ben più grave) – ha deciso di agire subito inserendo lo spostamento nel decreto in preparazione in queste ore sulle misure sanitarie ed economiche per fronteggiare l’emergenza coronavirus: i mandati delle regioni in scadenza entro il 31 luglio 2020 durano in carica altri tre mesi; mentre le elezioni comunali, in deroga a quanto stabilisce la legge 7/1991 che fissa il termine tra il 15 aprile e il 15 giugno, si terranno in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 settembre.

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