Post pubblicato questo pomeriggio sul suo profilo Facebook dalla senatrice del Movimento Cinque Stelle Margherita Corrado.

Tutti conoscono l’orgoglio per i successi ottenuti e la soddisfazione per i progetti ai quali si guarda come prossimi traguardi; allo stesso modo esistono la costernazione per le sconfitte e il rammarico per le aspirazioni non realizzate. Sono sentimenti individuali ma anche collettivi. Raramente, invece, si vedono un singolo o un’intera comunità assuefarsi o addirittura godere nell’essere oggetto di riprovazione sociale. Eppure succede. Crotone, la città che puntualmente si fregia della medaglia di cartone di quasi tutte le classifiche nazionali concernenti gli indicatori del livello di vita, sembra aver fatto l’abitudine e trovarsi a proprio agio nei bassifondi. Se così non fosse, tutti noi crotonesi avremmo opposto una barriera di incredulità e sepolto sotto un cumulo di dubbi la notizia divulgata dal DG facente funzioni Masciari, subito diventata virale e strombazzata in tutta Italia, che 300 dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale si erano dati malati, evidentemente per sfuggire ai rischi del coronavirus e al super-lavoro connesso all’emergenza.
E INVECE NO! Benché sorpresi, lo abbiamo creduto possibile.
I più accorti hanno subito pensato che una cifra a tre zeri non dovesse comprendere solo personale sanitario, trovando conforto nella tardiva precisazione dell’avv. Masciari che conteggiava, nel mucchio, 150 amministrativi. E gli altri 150? Oggi si scopre che i Dirigenti medici dell’Ospedale crotonese assenti sarebbero 33 su un organico totale di 280/290: una percentuale che non sembra avere nulla di scandaloso e rispetto alla quale la Guardia di Finanza, che ha intanto sequestrato le carte, verificherà quante siano le assenze giustificate da patologie pregresse, contagi e quarantene.
Resta il fatto che una informazione molto delicata, gravissima se veritiera ma più grave ancora perché è risultata priva di fondamento, è stata data in pasto ad una comunità nazionale provata dalla difficile stagione che viviamo e, localmente, già prima assai sospettosa nei confronti dell’Ospedale di Crotone, la cui immagine pubblica è stata minata negli anni da alcuni episodi gravi capaci di oscurare i comportamenti quotidiani di segno opposto, la professionalità e l’impegno di tanti. Capisco l’indignazione che in queste ore serpeggia nella maggioranza dei dipendenti dell’ASP, condannati senza appello da tutto il Paese al pari degli ‘imboscati’ (che ci sono ovunque) per una leggerezza, e la chiamo così solo perché non voglio credere al dolo, commessa proprio dal soggetto che più degli altri dovrebbe avere a cuore e garantirne la credibilità.

Come anticipato nel comunicato stampa congiunto di ieri, la collega on. Barbuto ha chiesto formalmente in queste ore che il Ministro della Salute disponga una visita ispettiva. Inutile duplicare l’atto in Senato ma, volendo comunque fare qualcosa, offro un mattone alla fabbrica che dovrà rimettere in piedi, metaforicamente, l’immagine dell’Ospedale di Crotone.
Nell’autunno del 2017 sono stata ospite per due settimane del reparto infettivi, per una polmonite causata da un virus senza corona ma che sapeva comunque il fatto suo. Non riconosco nel quadro delineato dalle dichiarazioni del Masciari il personale (medico, infermieristico ecc.) che ho conosciuto allora, capace di sopperire con la generosità alle disfunzioni oggettive di una struttura non proprio tutta all’avanguardia.
E credo che gli si debbano delle scuse, per le offese rabbiose di questi giorni, per le minacce… Le faccio io, intanto, nell’attesa che le indagini avviate chiariscano definitivamente il quadro e che chi di dovere assicuri all’esito delle stesse, quale che sia, la medesima risonanza avuta dalle accuse.

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