Riceviamo e pubblichiamo

Don Francesco Giungata, Cappellano dell’Ordine di Malta

“Stanotte niente pellegrinaggio per la prima volta dopo 500 anni.” Così titolava a caratteri cubitali un articolo apparso oggi su un quotidiano. Non solo, ma da come leggo, pare che la simulata notizia, sia saltata fuori proprio da qualcuno del clero crotonese. Non c’è notizia più sbagliata di questa.

Premetto che certamente dispiace a tutti che questa notte non si possa pregare nell’annuale pellegrinaggio con MARIA verso il luogo del suo rinvenimento, a causa del covid19, ma affermare che si tratti della prima volta da 500 anni, fa sorridere e bisogna sfatare questo mito, perché è come vi fosse da parte di certuni la volontà quasi ad assumerlo a grave disgrazia, come se dovesse succederci nell’anno in corso qualche malanno. Ma quando mai la beata madre di Dio è stata cagione di male e non di grazia e di grazie? Infatti a noi popolo crotonese, Città di Maria ci conforta la lunghissima lista dei miracoli che nel corso di questi ultimi 4 secoli e mezzo, “Maria di lu Capu“ ha elargito ai fedeli di questa città.

Per restare più vicino ai giorni nostri, Non ci fu pellegrinaggio ad esempio nel primo e nel secondo conflitto mondiale… Ve la immaginate voi, la sparuta popolazione dei Cotronesi, che fino al 1950 contava solo qualche decina di migliaia di persone, andare in pellegrinaggio per le allora vie impervie ed irtuose verso quello che fino a poco piu di 100 anni fa si chiamava Capo Nao, Con l’incombere giornaliero dei bombardamenti?

L’immagine, che era incollata grossolanamente su tavole inchiodate e successivamente incollata su una lastra di rame, fino a metà 800 non veniva portata ,ogni anno, in processione a Capo Colonna….

La prima processione di cui si ha menzione e certezza avvenne nel 1583, la seconda e la terza nel 1607 e nel 1625, un’altra nel 1630 ed una a fine cinquecento. Come già detto, non era una passeggiata andare a capocolonna; Oltretutto il quadro veniva portato in processione sul promontorio solo durante gravi epidemie e siccità e soltanto se preghiere e novene non erano bastate prima; Ed era il vescovo che decideva la processione in via del tutto eccezionale. Esistono documenti ben circostanziati che affermano ciò che scrivo.

Sarà, infatti, Giuseppe Faraone, vescovo dal 1581, che, non riuscendosi ad aver la grazia della pioggia nonostante le processioni, i voti e le preghiere, che nel dicembre 1583, a causa di una forte siccità, decide di concedere il pellegrinaggio ottenendo così l’inaspettata Grazia, tanto che dal seicento in poi la decisione di accordare il pellegrinaggio sarà sempre prerogativa del Vescovo.

La stessa siccità avvenne nella primavera del 1615 quando il vescovo Carlo Catalano accettò le richieste del governo cittadino perché la sacra immagine fosse traslata a capocolonna. Così nel 1623, nel 1625, e si capisce come da questa cronologia storica accertata e documentata , che il portare l’immagine in processione alla sua primitiva dimora era un fatto abbastanza eccezionale e per nulla annuale. Ciò avveniva come “ultima possibilità” e solo dopo che tutti gli altri tentativi, quali processioni, gli otto giorni di lodi, le 40 ore ecc. avevano per così dire fallito lo scopo.

Oltre al lungo e faticoso pellegrinaggio, nel 600 l’immagine spesso fu portata in processione per la città, accompagnata da gente scalza e con torce accese e i pellegrini che cantavamo le Lodi della madre di Dio. Si sa di certo che intervenivano le congregazioni di Isola, Cutro e Strongoli, antiche Diocesi soppresse alla fine del 1800, con i rispettivi vescovi, se risiedevano in sede, i componenti dei capitoli delle rispettive cattedrali e con ampia partecipazione popolare. È curioso inoltre sapere che ad ogni ritorno da capo delle colonne, e fino ad oltre la metà dell’800, l’immagine era portata nella chiesa del monastero di Santa Chiara, dove rimaneva per tre giorni venerata ed adorata dalle clarisse di clausura, il ramo femminile dei francescani fondato da francesco e chiara d’Assisi, per poi essere riportata nella sua cappella in cattedrale insieme a molte luminarie al petrolio ed ad innumerevoli colpi di cannoni dalla città e dalle mura del castello.

Anche se stanotte non avviene il pellegrinaggio con Maria e per Maria, Ella e’ sempre con noi, e ci segue nel pellegrinaggio della nostra vita… è Lei, si, che ci segue e ci sorregge durante il cammino duro che la vita di ogni giorno propina ad ognuno…

Apriamo a Lei i nostri cuori e affidiamoLe le nostre fatiche, ansie ed attese perché insieme ad i nostri cari che non ci sono più, possa presentarle a Cristo suo figlio

Evviva Maria, mamma di Gesù e Mamma di ognuno di noi!”.

Don Francesco Giungata

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