Vi proponiamo la prima intervista del candidato a sindaco del PD e di Crotone in Movimento, Danilo Arcuri, apprezzato ed affermato architetto crotonese.

Quattro le domande che gli abbiamo posto, alle quali Arcuri ha risposto con molta chiarezza, serenità di dialogo, convinzione, ma anche grande senso di responsabilità e di appartenenza.

La sua voglia di fare tanto e farlo bene, la sua competenza, e soprattutto la sua “crotonesita” infatti, vengono fuori tutte, forti e molto spontanee.

Che cosa la ha spinta a candidarsi a sindaco di Crotone?

“Penso che innanzitutto sia stato l’amore che ho per questa città. Crotone mi ha dato tutto. Qui sono nato e cresciuto, qui ho passato i bellissimi anni della mia adolescenza, a Crotone sono tornato dopo la laurea e ho potuto dedicarmi al mio lavoro. Qui ho formato la mia famiglia e qui sono nati i miei figli.

Questa città mi ha dato tanto, mi sembra giunto il momento che io mi metta al servizio di Crotone.
Questa nostra città sta vivendo la sua crisi più buia, il lockdown ha messo in ginocchio il nostro tessuto economico e sociale. Chi ha qualcosa da dare, oggi, deve farlo con convinzione ed energia.
Non posso nascondere che una spinta decisa alla volontà di mettermi in gioco me l’ha data la mia comunità politica. Ho sentito la fiducia, la stima e l’affetto del gruppo che avevo intorno. La loro decisione di affidare a me la responsabilità di rappresentarli in questa avventura ha cancellato le mie poche titubanze.
Crotone oggi ha bisogno di tutti noi, ed io non me la sento di tirarmi indietro”.

Perché il suo slogan è “Crotone la città di tutti”?

“Crotone la città di tutti” non è uno slogan, ma un programma. Racchiude in sé gli obiettivi ed il senso stesso della futura azione amministrativa e politica. Non sarà semplice, ma dobbiamo, tutti noi con responsabilità e impegno provarci, provare ad avviare un processo che è innanzitutto culturale e poi economico, sociale ed infine politico.
Crotone città di tutti, perché deve essere una città che, forte delle sue peculiarità e differenze, deve essere vissuta con pari dignità a tutti.
Crotone deve ritrovare la voglia e la capacità di fare comunità.
Nell’epoca della globalizzazione non possiamo continuare a rimanere piccoli e divisi, ma dobbiamo trovare coesione e fare squadra con tutta la nostra provincia, che deve essere considerata come un’unica grande area metropolitana.

Disparità, diseguaglianze, dovremo lavorare per eliminarle, dovremo lavorare per creare le condizioni per avvicinare i quartieri al centro ed eliminare il concetto di periferia.
E le basi per operare in questa direzione ci sono tutte, ed è per questo che sento con maggiore forza la responsabilità di non sciupare questa occasione che la città ha a portata di mano.
Progetti come Agenda Urbana e Antica Kroton che sono stati elaborati, redatti e sono già lì pronti per essere realizzati, racchiudono proprio questi obiettivi: riqualificazione urbana, una città rigenerata, in cui le distanze fisiche ma anche economiche e sociali vengono abbattute.
Questa è la città di tutti!”.

Cosa manca a questa città per tornare ad essere quella di un tempo?

“Dobbiamo lavorare per una nuova città, in grado di affrontare le sfide e problematiche dei nostri tempi. Una città inclusiva, in grado di accogliere e agevolare nuovi processi di sviluppo economico e culturale, che deve garantire servizi e vivibilità. Uscire dall’isolamento materiale ma anche umano, Crotone ha dalla sua parte un glorioso passato, che è un onore ma anche una responsabilità e che è testimonianza attuale delle capacità e delle risorse presenti, forse ci manca un po di consapevolezza e di reale volontà di essere parte di un percorso che non è individuale ma comunitario, che non riguarda un settore, ma l’intero tessuto umano, sociale ed economico”.

Se fosse eletto, che tipo di sindaco sarebbe?

“Un uomo spinto ogni giorno dalla precisa volontà di testimoniare con le azioni quotidiane il senso di responsabilità nei confronti di una città che deve vivere e non sopravvivere alle difficoltà, che deve costruire con fiducia un futuro dignitoso e degno per ciascuno di noi. Credo nel lavoro e credo che se si lavora con onestà e competenza in collaborazione e non in competizione, allora tutti noi, Crotone, ha la possibilità di diventare ed essere davvero la “la città di tutti”.

Danilo Arcuri

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