Cari attivisti Eni e detrattori a prescindere, vecchi e nuovi, come la mettiamo adesso che anche la nazionale di calcio italiana si è “sposata” con Eni?
Tiferete per la Spagna, per l’Inghilterra o per la Germania?
Certo, è solo calcio, è solo una notizia come un’altra…e come tale andrebbe trattata.
Ma siamo a Crotone, e da queste parti dire e parlare di Eni, significa e può voler significare sempre e comunque qualcosa.
Per ovvii e noti motivi che non stiamo qui a rielencare e riproporre.
Quindi, lanciamo una sorta di bonaria provocazione: e se l’Eni avesse sponsorizzato il F.C. Crotone, fresco di Serie A, e con tutti i benefici economici del caso, cari politici, come l’avreste presa?
Dal cane a sei zampe vi sareste fatti fare le fusa, oppure gli avreste offerto la solita polpetta avvelenata?
E se la multinazionale governativa, magari, avesse anche partecipato alle spese per lo stadio, o al rilancio economico della città, come l’avremmo messa?
Ve lo diciamo noi: l’Eni non sarebbe piu stato il nemico pubblico numero uno, né il noioso e comodo pretesto per attaccare questo o quel politico.
A seconda dei momenti.
E proprio come sta puntualmente accadendo in queste settimane, dove in ballo (ttaggio), ci sono le amministrative.
Nel mirino di quasi tutti i candidati a sindaco quindi, Antonio Argentieri Piuma, candidato a sindaco, e Sergio Torromino a consigliere comunale, “rei” di avere dei rapporti lavorativi con Eni…
Se questo è un “peccato”, scagli la prima pietra “amministrativa”, chi non ne ha…
E poi, soprattutto, per il bene di Crotone e di tutti i crotonesi, bonifica compresa, qualcuno nel prossimo futuro con Eni dovrà pur parlarci…

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