Se ti affacci alla finestra, se ti guardi intorno, se incontri la persona giusta o quella sbagliata, se accendi la tv. Se scruti il mondo che c’è fuori.

Ci sono i figli, quelli puri, legittimi, per il quale rinunceresti a tutto pur di vederli felici, sereni e realizzati.

Per loro daresti anche la vita se fosse necessario.

A loro insegni l’educazione, le buone maniere, il rispetto verso le persone e per le cose che ti circondano.

Ai tuoi figli cerchi di inculcare il valore e la grande importanza dell’onesta morale, del sacrificio, dell’impegno, della cultura, del lavoro.

Valori e principi fondamentali, che non dovranno mai venir meno.

Perché se cosi fosse, vorrebbe dire aver sbagliato qualcosa. Aver perso qualche pezzo per strada. 

Aver dimenticato che esistono anche gli altri.

Aver dimenticato che la coerenza insegna la vita, e ad essere persone perbene, l’incoerenza invece, al non rispetto in senso assoluto.

In primis verso se stessi, e poi nei confronti di chi la subisce. Direttamente ed indirettamente. 

Con una frase, con un gesto, con un’azione che magari, egoisticamente, ti avvantaggia in quel preciso momento, ma dopo, ti penalizzera per sempre.

Non è nascondendosi dietro una menzogna, una gratuita cattiveria, o cercando di fregare il tuo prossimo per raggiungere il tuo obiettivo a tutti i costi, che si risolvono le cose e si gestiscono i rapporti con il mondo.

Ciò che ti viene dato, prima o poi non ci sarà più, e se non avrai costruito, realizzato qualcosa con onestà e trasparenza, il tuo castello di carta cadrà in mille pezzi.

E uomo di carta rimarrai, proprio come il tuo castello, che altro non era che una misera casa costruita sull’abuso perpetuo, sull’artifizio e sulla falsità.

Ed i figli ci vedono, ci ascoltano, ci imitano, crescono, e poi pensano che forse, è cosi che si vive, ed è cosi che vanno le cose.

E da figli, si “trasformano” in figliastri…

Sfruttati a “peso”, e buoni per ogni occasione.

Presi in prestito, vestiti, svestiti e travestiti, a seconda dell’abbisogna. 

E passata la “festa”, gabbato il Santo.

Tu patrigno, lui figliastro.

Tu padre, lui figlio.

Dove sta la differenza? Nella coerenza, o nell’incoerenza.

Dobbiamo solo scegliere chi essere, e cosa vogliamo. Cosa essere e chi vogliamo.

In ogni contesto. Con uno sguardo all’ oggi ed uno al domani. Soprattutto.

Il resto è soltanto vita, che ti presenta il conto…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here