Pantisano alla fine è stato di parola.

Lo aveva fatto trapelare il suo entourage, e lo ha confermato nel corso della sua lunga e pacata relazione  che ha aperto l’assemblea provinciale. 
Eppure molti non ci credevano, specie dopo l’assemblea regionale dove Magorno non aveva rimesso il suo mandato, ed anzi aveva spostato tutto al prossimo congresso, ovvero nel 2017. 
Arturo Crugliano Pantisano non ha seguito il suo mentore, ed invece con inusitata decisione ha sostanzialmente detto. “abbiamo perso in 4 dei 5 comuni in cui si è votato, le responsabilità non sono singole ma collettive, nonostante tutto io rimetto nelle mani dell’Assemblea che 3 anni fa mi elesse il mandato conferitomi”. Tutto semplice e lineare, ma proprio questa schiettezza, unita alle critiche spietate verso una classe politica autoreferenziale e impegnata solo a mantenere le proprie rendite di posizione, deve avere mandato in tilt l’uditorio e i tanti intervenuti, che pur prendendo atto della situazione non è andata oltre la condivisione dell’analisi del segretario, ma senza proporre l’alternativa allo stesso Pantisano, che invece ha avuto anche attestati di stima. 
Perfino il famigerato “nemico” Sulla, ha ammesso che la sua area non aveva nessuna intenzione di chiederne le dimissioni. Gaetano Grillo, tradizionalmente ostile a Pantisano, lo ha rimproverato per non avere insistito nella candidatura per l’ex sindaco, la più naturale. Per il giovane segretario GD Leo Barberio, addirittura le dimissioni di Pantisano se confermate bloccherebbero ancora di più il partito perché il giorno dopo andrebbe alla paralisi. 
Parimenti lo stesso Barberio ha detto che i giovani si sentono maturi per cominciare a poter dire la loro ed esprimere per il futuro anche un segretario. 
Insomma più che dare il via ad una nuova fase Pantisano ha creato più problemi di quanto il PD già non avesse prima dell’Assemblea. Per la cronaca la riunione è stata aggiornata con lo stesso odg dal Presidente Seminario a lunedì prossimo, e nel corso di quest’ultima parleranno gli altri big che già si sono iscritti a parlare, tra cui Peppino Vallone, gli onorevoli Nicodemo Oliverio, Nico Stumpo, Giancarlo Devona e Sergio Contarino. Per capire come finirà bisognerà attendere altri 7 giorni e nel frattempo non è detto che le cose non possano cambiare.  Tra gli altri in assemblea, ha fatto capolino anche Rosanna Barbieri, ma nei sui confronti poca attenzione dalla maggioranza dei presenti. 
E non deve esserci rimasta bene Rosanna, a giudicare dal filo comune che ha legato tutti gli intervenuti, che le hanno attribuito in gran parte, la debacle alle ultime amministrative.

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