C’è chi di politica ci vive, e chi invece, con i politici ci campa.

Una definizione o riflessione, attuale e pragmatica, che abbraccia e raggiunge tanti, ma soprattutto chi nel ruolo si riconosce, oppure non si è ancora accorto a quale delle due categorie appartiene.

Ipotesi molto probabile, per chi il neurone di turno lo utilizza solo per trasferire alla sua bocca cazzate in serie.

Con arroganza, presunzione, ed ignorantemente.

Disconoscendo infatti, o forse nascondendolo persino a se stesso, di avere “faccia e culo” al vento.

Entrambi le parti del corpo, di mille colori,  “esposte” a tutti ed a seconda dei venti.

Politici ovviamente.

Autoconvincendosi di essere sempre nel giusto, barattando e svendendo idee e ideali, per fame di potere e sete di gloria.

A tutti i costi. 

Qualche finto sorriso, il solito per tutte le occasioni, abbracci e slinguazzate con destinatario affrancato, e il gioco è fatto.

Passato, trascorsi e militanze “mai esistiti”, e anche frettolosamente dimenticati.

E di tutto il resto, chi se ne fotte.

Fottere: attività notoriamente diffusa e soprattutto “Comune” negli “animali” da politica.

Cioè, da chi usa la stessa, spacciandosi per qualcosa che non è, e che non sarà mai.

Squallidi venditori di “fumo illegale”, voltagabbana per vocazione, illusi di custodire e sputtanare fatti, persone e presunte verità.

Spesso però, dimenticando la propria.

Che piaccia o no, non la si può cancellare, soprattutto quando si è appesi ad una scadenza elettorale..

Dopo di che, altro giro e altra corsa.

Soltanto che la faccia è sempre la stessa, ma i crediti per la giostra, finiscono.

La politica è un’arte, e se non la sai dipingere, finisce per cancellarti.

Mentre politici e uomini, quelli veri, cosi come l’inchiostro impresso sulla carta, sono indelebili e lasciano una traccia. Sempre.

Avendo già deciso, e da un pezzo, cosa fare da grande…

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