Secondo i proclami del Sindaco e dell’Assessore Regionale all’Ambiente, importanti e decisivi passi in avanti si sarebbero realizzati in merito all’annosa e delicata questione della bonifica del Sin di Crotone, tanto che anche la Syndial avrebbe addirittura lodato la sinergia tra Comune e Regione (la Provincia è oramai acefala).

In pratica si sarebbe stabilito che gli enti locali, (non metterebbero più il becco negli adempimenti tecnici ed operativi della bonifica stessa), cioè che, sarebbe il Ministero dell’Ambiente e solo questo, a decidere se le metodologie di smaltimento sono opportune o meno.

Quello stesso Ministero che nel 2009, lo ricordiamo, aveva dato il via libera allo smaltimento delle scorie  realizzando una discarica a Giammiglione (ipotesi A), o con il c. d. tombamento, con la realizzazione di una una barriera alta 15 mt e lunga 1000 in prossimità della strada consortile (ipotesiB), metodologie fermate all’epoca, dalla sinergia tra Regione (Vice presidente Antonella Stasi), Provincia (presidente Stano Zurlo) e Comune (sindaco Peppino Vallone).

Tale sinergia tra enti però non piaceva a Syndial, e ora Regione e Comune che fanno, se ne lavano ufficialmente le mani.

Syndial ed Eni facessero quello che vogliono, la bonifica andrà avanti, noi abbiamo un referendum ed un Si da portare avanti, abbiamo un aeroporto da “far finta” di difendere…

Nello specifico, né Ugo e né la Rizzo in poche parole, avrebbero idea delle conseguenze di questo loro “superficiale” atteggiamento.

Eni farebbe una bonifica “ad minchiam”, liberandosi dall’obbligo di mettere in bilancio 300 milioni di euro per la bonifica, e la realizzerebbero invece con 70/80 milioni, di cui 56 che provengono dalla causa vinta.

Praticamente non spenderebbero niente.

Il ministero dell’Ambiente darebbe subito il via libera, perche’ cosi’ eviterebbe il procedimento di infrazione della CE, oppure, nella peggiore delle ipotesi, o la migliore, ne sentiremmo e vedremmo delle “belle”…

Dipende dai punti di vista, e non soltanto i nostri.

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