Chissà che Dodo’ non sia riuscito nel “miracolo”.

Da lassù forse si può…

Non più bambino, a cui hanno ferocemente vietato vivere, giocare, gioire, crescere, ma candido e meraviglioso angelo che oggi, nel giorno dei suoi diciotto anni, ha soffiato, felice e sorridente, non una, ma su centinaia di candeline.

Tutte li, tutte per lui, in una piazza della Resistenza, colorata e luminosa come la più bella delle torte. 

Buona, dolcissima, e venuta proprio bene. Dal bene e nel segno del bene.

Proprio come l’avrebbe desiderata lui, Dodo’.

Lo hanno spento col fuoco, proprio sul più bello, ed erano tante le candeline che avrebbe voluto condividere e vivere. Insieme alla sua famiglia, a casa sua, nella sua città.

Non quella che ha lasciato lui, ma quella che ha ritrovato oggi e che forse, ha cominciato a capire che si lotta per vivere, e che si vive per lottare.

Contro tutte le forme di violenza, abusi, soprusi, arroganza e soppressione.

I miracoli qualche volta avvengono.

Anche nel giorno del compleanno di un angelo…

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