Riceviamo e pubblichiamo

La triste pantomima data in pasto ai cittadini di Crotone e di Isola Capo Rizzuto il 31 Ottobre, rende una immagine plastica delle cause politiche che hanno portato al declino del nostro territorio. Un aeroporto stritolato da due enormi mostri che stringono senza scrupoli le loro braccia in una triste contesa: i tempi di Scilla e Cariddi ancora non sono finiti. Ancora una volta la politica si spacca su una risorsa vitale per la nostra sopravvivenza. Inutili trincee scavate per difendere gli interessi dei pochi. E nel frattempo dalla provincia di Cosenza l’aeroporto di Sibari lascia la propria impronta nel Piano Regionale dei Trasporti.


Un consiglio comunale convocato nell’ultimo giorno dell’operatività dello scalo pitagorico e la formalità di un documento condiviso altro non sono che l’ennesimo gesto di una politica autoreferenziale che continua a non dare risultati.

Che al 31 ottobre era fissata la scadenza dell’esercizio provvisorio lo si sapeva da mesi. Che senza una ulteriore proroga almeno fino al 31 dicembre l’aeroporto di Crotone non avrebbe potuto essere operativo era altrettanto noto. Che questo fosse un passaggio dovuto a garantire continuità ai voli nel mentre si fosse espletato il bando Enac non poteva disconoscersi né evitarsi a prescindere dalla partecipazione o meno di Sagas alla gara. Allora, cosa non ha funzionato?

Eppure tanti erano i segnali che indicavano il bisogno di agire con fretta, primo tra tutti la sorte dei dipendenti dell’aeroporto, senza alcuna tutela per via di un bando che non prevede alcuna clausola sociale per salvaguardare i livelli occupazionali.

Perché il Sindaco e il Comune di Crotone, che dovrebbero essere le istituzioni più vicine al cittadino, non hanno avanzato l’istanza di proroga in tempo utile?

Perché per i crotonesi quel Piano Regionale dei Trasporti è stato tirato fuori dal cilindro a discussione avvenuta e senza che né il Comune né la consigliera regionale pare abbiano presentato uno straccio di osservazione sebbene sia in discussione da tempo nella commissione prima e nel Consiglio poi?

Che senso ha richiamare il progetto della metropolitana leggera Lamezia-Catanzaro-Crotone-Sibari nel documento venuto fuori dal consiglio comunale del 31 ottobre scorso, quando tutti sanno che è già stato inserito nel Masterplan? Perché invece non si è chiesto un impegno concreto nel Piano Trasporti?

La nostra preoccupazione, invero, non è rivolta alle azioni dei gruppi dirigenti, sempre impegnati in una melina continua che muta al mutar degli esiti elettorali (Sculco – AntiSculco si alterna a PD – AntiPD in un eterno ritorno), bensì ai cittadini, sempre più spettatori distratti e sempre meno protagonisti se non nel ruolo di soldati spediti al massacro. Qual è la posta di questa pericolosa partita a poker?

Tutte domande rispetto alle quali i cittadini meritano una risposta dai rappresentanti istituzionali e delle quali ci facciamo portavoce. Il problema di questo territorio sempre in ritardo su tutto non è dovuto a una Costituzione che qualcuno preferisce disarticolata, intaccando la sovranità popolare. Il freno del nostro sviluppo è sempre, ancora, una politica che non cambia e che si nutre unicamente di autoreferenzialità e di scontri tra “un potentato e l’altro” a scapito anche dei diritti fondamentali degli individui e dei loro bisogni.

                         Davide Dionesalvi

        Comitato “Mediterraneo Possibile” – Crotone

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