​I diritti negati  dei bimbi.

L’istituzione di giornate tematiche nasce dall’esigenza di voler sensibilizzare le coscienze, per sottoporre all’attenzione delle istituzioni le problematiche sociali ed economiche che gravano su una comunità piccola o grande che sia.Il 20 novembre è la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, tema scottante che riguarda indistintamente tutti. Minori seviziati, violentati,sfruttati, abbandonati a se stessi, obiettivi di guerra, messi in prima fila in nome di un Dio che non accetterebbe mai un genocidio immane.

Bambini senza diritti, che portano sulle spalle il peso di una famiglia assente, che imparano presto il senso del dovere, del sacrificio, dell’impegno lavorativo, a cui non corrisponde la giusta ricompensa. Bambini che non sorridono, che non sanno cosa vuol dire ricevere un regalo; bambini a cui hanno negato il diritto di giocare e a cui hanno affidato il compito di far aumentare la produttività economica di un paese.  Bambine spose, lacerate nel corpo e nel cuore; bambine sottoposte all’infibulazione, violentate oltre che nel fisico, nella mente. Sofferenze umane alle quali non possono opporsi, perché altri hanno deciso per loro, negando l’infanzia, la spensieratezza, i sogni, il futuro.

Leggendo i dati si rimane senza parole, perché nel 2016 non è accettabile che da un lato,nei paesi poveri, i bimbi muoiono di fame,di malattia, di sofferenza, e dall’altro,nei paesi civilizzati sono soggetti a maltrattamenti, ad abusi di ogni genere.

Pagano il prezzo più alto nelle separazioni dei genitori, diventando oggetto di ricatto tra le parti nelle aule dei tribunali;e se affetti da disabilità non hanno neanche riconosciuti i diritti allo studio, alla salute.

Questa non è una personale riflessione,  ma  la triste realtà in cui viviamo. Non si può rimanere a guardare, non si può voltare le spalle a tanta violenza, agli abusi, alle sevizie.

I bimbi sono un dono di Dio, sono gli adulti del domani, sono la parte migliore dell’umanità  :la loro ingenuità, le loro speranze, non possono finire ancor prima di nascere.

Abbiamo delle grandi responsabilità noi adulti. Il maltrattamento minorile è una piaga della quale una società civile deve vergognarsi, è il risultato di decenni di involuzione, di regresso culturale. Dimostra l’incapacità delle istituzioni ad affrontare il problema e a limitarlo nei tempi e nei casi.Se  all’incapacità del singolo, aggiungiamo la mancanza di fondi o, gli importi esigui destinati nella fase programmatica, il quadro è chiaro.

Ogni settore ha la sua importanza, l’aspetto sociale di uno Paese è l’istantanea da cui cogli subito il proprio stato di civiltà. Onore e merito alle associazioni che tra tanti problemi riescono ad operare e ad essere presenti; a quegli amministratori che investono nel patrimonio umano, andando contro, a volte, anche delle logiche politiche e partitiche; a quei governi che riescono a cogliere il malessere dei loro popoli e investono per dare un presente migliore alle generazioni in erba che domani avranno il mondo nelle mani.

I bambini hanno il diritto di giocare, di ridere, di ricevere coccole, amore e insegnamenti sani. Loro non sanno, ma si aprono al mondo; la loro sincerità li porta a fidarsi, a cercare negli occhi degli altri la verità, un credo. Non ti chiedono di venire al mondo, ma nel momento in cui nascono devono godere di una famiglia, di una casa, di diritti inalienabili. Questo mondo, purtroppo, ci sta dimostrando il contrario, frutto del fallimento politico, sociale ed economico mondiale.

Maria Adele Bottaro 

Portavoce provinciale FDI-An

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