Riceviamo e pubblichiamo

Si è tenuta questa sera l’assemblea dei sindaci della provincia di Crotone convocata dal sindaco Ugo Pugliese sulla problematica “Marrelli Hospital” alla quale hanno partecipato oltre ai sindaci del territorio, il neo presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla, il consigliere regionale Flora Sculco, il Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria di Crotone Sergio Arena, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali.

L’assemblea dopo ampia discussione ha redatto un documento che sarà inviato al Commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale ed a Sua Eccellenza il Prefetto di Crotone, che l’assemblea ha ringraziato per la sensibilità istituzionale dimostrata in queste settimane rispetto al tema.

Nel documento si legge:

La vicenda del “Marrelli Hospital”, che in questi giorni ha assunto l’apice della sua drammaticità, è fortemente legata non solo alla recente storia imprenditoriale ma anche alla storia della sanità del territorio di Crotone e della sua provincia e regionale nel suo complesso.

Bisogna infatti evidenziare che l’attuale proprietà ha rilevato una storica struttura, “Villa Giose” la cui chiusura nel 2009 comportò la perdita per la sanità crotonese di 100 posti letto.

Posti letto posseduti, accreditati e finanziati che, con la revoca dell’accreditamento, furono letteralmente cancellati dalla programmazione sanitaria regionale e spartiti altrove.

Sono tuttavia posti che appartenevano alla città ed all’intero territorio di Crotone.

Si parte, nel ragionamento di questi lunghissimi mesi della travagliata vicenda del Marrelli Hospital, da questa realtà.

Va dato atto alla proprietà di aver recuperato, investendo sul territorio, una struttura ormai vetusta che non aveva futuro ridandole slancio e la possibilità di diventare un polo di eccellenza della sanità in un settore particolarmente delicato di cui il territorio avverte il bisogno.

Ma il “Marrelli Hospital” rappresenta anche il “risarcimento” al territorio crotonese di quei posti letto cancellati oltre che significare una positività in termini di occupazione in un contesto di grave crisi sociale e generale.

Alla luce di queste considerazioni appare paradossale che il percorso che ha portato prima alla nascita e poi all’accreditamento del “Marrelli Hospital” sia stato irto di ostacoli di vari a natura, a cominciare da quelli burocratico – amministrativi fino a quelli di cui si dibatte in questi giorni circa la decisione del Commissario Straordinario per il rientro del Piano Sanitario di assegnare un budget oggettivamente insufficiente per consentire alla struttura di garantire adeguate prestazioni sanitarie.

Struttura che, tra l’altro, rappresenta un valido contributo all’intero sistema sanitario regionale e si pone come elemento sostanziale di riduzione del fenomeno della migrazione sanitaria non solo nel territorio crotonese ma della intera regione.

Migrazione sanitaria le cui percentuali sono altissime destinate a crescere se non si adottano correzioni ed i cui costi, oltre 300 milioni di euro annui, ricadono sui cittadini e sulla intera comunità calabrese con grave danno al servizio sanitario più in generale.

Davanti a questi dati incontrovertibili, incredibilmente, sembra essere stato innalzato un muro, le cui conseguenze sono avvertite dai tutti i cittadini ed in particolar modo dai dipendenti del “Marrelli Hospital” che da settimane stanno promuovendo civili manifestazioni a sostegno.

L’incertezza che si vive di giorno in giorno fa costantemente salire la tensione alimentata anche dagli ultimi sviluppi negativi.

L’incontro di ieri presso la prefettura di Crotone, che ha visto il riconoscimento da parte del Ministero della Salute della giusta rivendicazione del comitato Marrelli Hospital, supportato dal sindaco di Crotone e dal Prefetto, alla presenza della istituzione comunale di Crotone, della rappresentanza provinciale con il neo presidente Nicodemo Parrilla, della rappresentanza regionale con l’on. Flora Sculco, con il Commissario Straordinario e il sub Commissario alla Sanità non ha prodotto l’esito sperato.

Occorre dunque serrare i ranghi rispetto ad una vicenda che come evidenziato non riguarda un imprenditore, ma la sanità crotonese e regionale nel suo complesso e dai cui sviluppi negativi deriverebbero gravissime conseguenze di ordine sanitario, sociale ed occupazionale.

Tutto ciò premesso

L’assemblea delibera

Nel ribadire la vicinanza ed il pieno sostegno alla struttura sanitaria “Marrelli Hospital” auspica la rapida risoluzione nei termini più appropriati al fine di consentire alla stessa di fornire servizi sanitari adeguati

Allo stesso tempo chiede che sia accolta ed applicata la proposta promossa ufficialmente dalla Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone rispetto alla ripartizione del budget alla sanità privata nel territorio provinciale di Crotone

Tenuto conto, tra l’altro, della forte incidenza sull’intero territorio crotonese di patologie oncologiche e, dunque, di migrazione sanitaria per la cura di tali patologia che, nella provincia di Crotone, ha raggiunto addirittura il 51%;

Vista l’attuale carenza, come già evidenziato all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, di strumentazioni specifiche per la diagnosi e cura dei tumori si chiede di procedere, attraverso la convocazione di un incontro tecnico tra ASP e Dipartimento Salute della Regione Calabria, al convenzionamento dell’attività di radioterapia, Pet, radiodiagnostica e terapia del dolore (di cui si dispone già del parere favorevole dell’Azienda Sanitaria) e come già autorizzate con Decreto Commissariale, ma solo limitatamente ai degenti.

Questo consentirebbe di soddisfare la richiesta di prestazioni formulate dall’Azienda Sanitaria di Crotone.

In ultimo, in questo contesto e sulla base di questa proposta, gli attuali livelli occupazionali dovranno essere garantiti.

Quest’atto è un ulteriore e significativo gesto di responsabilità che le istituzioni a tutti i livelli e le realtà del territorio assumono rispetto ad una tematica fondamentale per la vita della comunità tutta”

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