Oggi vi proponiamo uno stralcio di un comunicato diffuso nel pomeriggio dall’ufficio stampa del sindaco Ugo Pugliese, avente quale oggetto: il nuovo piano di comunicazione del Comune di Crotone.

Nulla da obiettare.


La comunicazione, è infatti oggi strumento insistituibile e indispensabile per un personaggio pubblico, per un politico, e soprattutto per chi amministra una città.



“Il sindaco Pugliese – si legge nel comunicato stampa – ha voluto adottare tutti gli strumenti utili per dialogare con i cittadini a cominciare dall’incontro diretto con loro

A partire dagli alunni e dai giovani.

Lo scorso Natale ha fatto visita agli oltre cinquemila alunni delle scuole materne ed elementari. Entro Pasqua incontrerà tutti gli alunni delle scuole medie, mentre è costante il confronto con gli alunni delle scuole superiori così come con tutti i cittadini”.


E questo è quanto.


Ma, caro sindaco, “ignorantia non excusat”, nel senso di colui che ignora qualcosa naturalmente…


Adottare tutti gli strumenti utili per dialogare con i cittadini infatti, cosi come lei afferma nel comunicato, significa però e soprattutto, parlare con la gente. 

E non soltanto attraverso la stampa, il sito istituzionale e i social…


Perché qui di “social”, ci dovrebbe essere solo lei.


Non aveva dichiarato e promesso di aprire le porte a tutti, per un Comune finalmente a portata di cittadino?


Stiamo ancora aspettando.


Sa, caro sindaco, quanto è importante comunicare, verbalmente e non verbalmente, faccia a faccia con i cittadini?

Comunicare anche solo ascoltando i loro tanti problemi ed esigenze?


Trasmettere sicurezza, ottimismo e positività, soprattutto in un momento cosi incerto e difficile come quello che la nostra città sta vivendo?


Lei primo, lo dovrebbe essere anche in queste cose…


Accogliere, ascoltare e fornire alla gente delle risposte, che non devono necessariamente essere delle promesse che magari non riuscirà a mantenere, ma far capire però, che il sindaco c’è sempre e comunque.

E non chiude la porta in faccia a nessuno.


Si chiamano relazioni interpersonali.


Oggi, caro Ugo, serve molto di più un sorriso sincero, uno sguardo attento, una parola di conforto, una bella stretta di mano, piuttosto che una fredda mail o un superficiale post su Facebook o Twitter.


Quella è un’altra roba.

Comunicazione da mordi e fuggi…

Senza trasporto, senza contatto, che non lascia quasi mai traccia nei cuori e nella memoria della gente.


Perché il virtuale rimarrà sempre tale, il rapporto umano e personale invece non morirà mai…




 

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