Si dice che un’ora più buia della mezzanotte non possa arrivare e che dopo di essa ci sia solo da sperare in tempi migliori. Ebbene, questa sembra essere la mezzanotte della fascia ionica, completamente isolata dal resto del Paese e del mondo, nonostante sia una delle mete consigliate dal New York Times del 2017. 

Infatti, quella che sta per arrivare si prospetta essere la peggiore stagione estiva di sempre, senza treni né aerei. 

Il travagliato (per usare un eufemismo) iter di riapertura dello scalo aeroportuale crotonese che, per il momento, non vede nemmeno la luce in fondo al tunnel e la decisone di chiudere per lavori (seppur necessari) il tratto ferroviario che collega Sibari a Catanzaro lido, proprio in estate, ha costretto chiunque voglia raggiungere la città e la provincia di Crotone ad utilizzare il vecchio e martoriato trasporto su gomma (pullman o auto privata che sia) e a percorrere la tristemente famosa strada statale 106, scomoda, arretrata e soprannominata “la strada della morte”. 

Nel quasi totale silenzio della classe politica dirigente c’è da chiedersi se tali cospicui lavori sul tratto ferroviario ionico non potevano essere posticipati alla stagione autunnale, quando il flusso di passeggeri (soprattutto turisti) è nettamente inferiore. 

Ad ogni modo, accogliamo positivamente i lavori di ammodernamento al tratto ferroviario ionico e ci auguriamo che alla fine degli stessi (che prevedono un esborso pubblico di circa 40 milioni) il servizio di mobilità su rotaie possa di gran lunga essere migliore rispetto a quello precedente, che a malapena rasentava l’essenzialità. 

Ci riferiamo, in particolare, ai treni di lunga percorrenza, fermi a quattro nella stagione invernale: due intercity che colleganti Reggio Calabria a Taranto e altri due adibiti alla tratta contraria.

Ben diversa è la situazione per l’aeroporto Sant’Anna di Crotone. 

Il nuovo cda della Sacal, nominato da pochi giorni, ha l’urgente obbligo di far ripartire l’attività volativa da Crotone e di dare allo scalo (indispensabile per il diritto alla mobilità delle popolazioni della fascia ionica calabrese) un piano industriale in grado di garantire lunga e dignitosa vita all’infrastruttura. 

Il suddetto piano industriale oltre ad essere urgente dovrà essere ben diverso rispetto a quello ipotizzato dagli oramai ex vertici della società lametina che prevedeva l’investimento di soli 250.000€ in 3 anni e che umiliava l’utenza del Sant’Anna considerandola “troppo povera” per potersi permettere un biglietto aereo. Evidentemente gli ex vertici della Sacal non avevano ben chiaro i numeri registrati dall’infrastruttura crotonese con l’arrivo della compagnia irlandese Ryanair. 

A proposito di Ryanair, ci auguriamo che il presidente Oliverio mantenga la parola data, ovvero di fare in modo che sia proprio la compagnia low cost  irlandese a volare su Crotone alla riapertura. 

Altrimenti si andrebbe, inevitabilmente verso un servizio (come successo negli anni passati) caro e non rispondente alle reali esigenze di mobilità dell’utenza, foriero di debiti che, ad oggi, il bilancio della Sacal (che, nonostante tutto, ha fatto fuochi e fiamme per aggiudicarsi l’aeroporto pitagorico)  non può permettersi. 

Pregevole, seppur insufficiente, è la manovra del Comune di Crotone messa in atto per alleviare i disagi di turisti e pendolari durante la stagione estiva, ovvero l’istituzione di navette gratuite che collegano la città allo scalo di Lamezia Terme. 

A tal proposito, condividiamo in pieno le affermazioni del sindaco Pugliese di non trovare altra alternativa alla riapertura del Sant’Anna e allo stesso tempo ci auspichiamo un sempre maggiore impegno da parte dell’ente comunale su questo fronte.

Insomma, fra navette gratuite e pullman sostitutivi, non ci resta che spostarci sulle martoriate strade che da decenni creano sempre più disagi agli utenti. E visto che saremo costretti a prendere il bus bisogna essere intransigenti sul fatto che il servizio offerto debba essere di qualità, nel senso che i pullman dovranno essere comodi e interamente sostitutivi del servizio soppresso. 

Non è concepibile che si vada a peggiorare, proprio in estate, un servizio che già era insufficiente prima. E per far ciò è necessario muoversi per tempo, altrimenti si rischia di commettere di nuovo gli errori che sono stati commessi con la gestione dell’aeroporto.

Per concludere, auguriamo buon lavoro al nuovo cda della Sacal e al neo commissario De Felice, certi che si andrà verso un drastico cambio di rotta rispetto alla gestione precedente e verso una maggiore attenzione rivolta a tutto il sistema aeroportuale regionale.

Raffaele Caccavo

Responsabile Pubblica Amministrazione
Forza Italia Giovani Crotone