Se è vero come è vero che dopo la A viene la B, 


vorrà dire che Crotone sarà presto una città di massima serie anche in materia di ambiente, attraverso la ormai prossima Bonifica dei siti industriali inquinati.

Con tutto ciò che di importantissimo e molto positivo che ne conseguira in termini socio-economici e di crescita generale della città, grazie all’impiego dei 71 milioni di euro di risarcimento, destinati alle attività di bonifica.

Dopo diciassette lunghi e bui anni di sole chiacchiere e litigi infatti, è finalmente arrivato il momento dei fatti, della concretezza, dell’azione.

Crotone avrà la sua bonifica.

Una bonifica non sterile e di mera facciata, ma progettualmemte studiata, dettagliatamente programmata, e finalizzata a consegnare a Crotone quello che le spetta di diritto.

L’accordo fra Comune di Crotone, Regione Calabria, Eni Syndial e Ministero del Lavoro, lo ricordiamo, è già stato sottoscritto il 27 aprile scorso.

Entro l’estate, Eni Syndial dovrà presentare un POB (piano operativo bonifica), con tanto di cronoprogramma, modalità e obiettivi legati alle attività di bonifica, dopo di che, si passerà all’espletamento vero e proprio del Piano, con l’apertura dei vari cantieri.

Da sottolineare, a tal proposito, che a prevalere è stata la linea portata avanti con grande impegno e perseveranza dal Comune di Crotone: il milione di metri cubi dei veleni accumulati in ottant’anni di industrializzazione, sarà trasferito in una discarica fuori dal territorio.

Dove, ovviamente, lo stabilirà Syndial, in netta contrapposizione con chi invece, avrebbe desiderato procedere con la tombatura: cioè seppellire i nocivi e pericolosi veleni nel ventre di Crotone.

Tanto per “gradire”, e per morire ancora…

La strategia de La Prossima Crotone però, che nonostante la diversa posizione della Regione Calabria, pare abbia indotto Eni verso il conferimento dei veleni in discarica, ha fortunatamente avuto la meglio.

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