Questo, a proposito di raccolta differenziata, e della vicenda legata agli ex lavoratori di Akros, il pensiero del segretario provinciale della Cgil Raffaele Falbo.

“La vertenza dei lavoratori ex Akros è stata gestita dal sindacato con un accordo firmato a marzo 2016 che prevedeva l’avvio della raccolta differenziata e la conseguente assunzione degli altri lavoratori.  Ritenendo l’ aumento della raccolta differenziata un obiettivo raggiungibile, vista la volontà dell’amministrazione Comunale e Regionale. 

Ad oggi però dobbiamo constatare che al netto degli annunci la differenziata sostanzialmente non è partita, che le risorse messe a disposizioni dalla Regione non arrivano per diversi motivi. Quindi, come al solito non c’è confidenzialità tra le cose che si dicono e quelle che si fanno.  

In un settore quello dei rifiuti che se ben gestito fa abbassare le tasse per i cittadini, rispetta l’ambiente, e a regime crerebbe più occupazione anche oltre i lavoratori che ad oggi non vedono rispettato un importate impegno, quello della riassunzione”.
 

Ma la volontà del Comune in merito alla raccolta differenziata pare ci sia tutta.

“Bene allora aspettiamo la convocazione per capirne di più.
La volontà da sola non basta”.

Sin qui Raffaele Falbo.

Precisazione doverosa: per arrivare ad una raccolta differenziata a pieno regime, occorre necessariamente procedere per inevitabili step, dai quali non si può prescindere: la raccolta giornaliera dei rifiuti solidi urbani deve comunque essere espletata, e nel frattempo, proseguire per come annunciato, allo svuotamento di tutti i vecchi cassonetti.

Dopo di che, si passerà alla seconda fase, la più difficile e delicata, quella che porterà alla raccolta porta a porta, per la quale occorrerà collaborazione e impegno da parte di tutti. Nessuno escluso.

Ex lavoratori Akros: sarebbe più che opportuno andare a rivedere e rivisitare nel dettaglio, tutti gli accordi assunti con le precedenti amministrazioni comunali, e capire se questi sono stati puntualmente disattesi.

Anche perché Akros è fallita, insieme a proclami e promesse non mantenute, Akrea è viva, lavora, ha creato economia e occupazione, e ha già assorbito, con grande sforzo, 28 unità lavorative di Akros.

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