È sempre stato cosi. Dovunque e comunque.

Nella vita di solito, “chi dorme non piglia pesci”.

In effetti, e se vogliamo, se non ti dai una mossa, se non ti dai da fare, se non ti inventi qualcosa, se non fai sacrifici, risulta assai difficile che qualcuno ti regali qualcosa perché sei bello, o per grazia ricevuta.

Ma siccome, in negativo o in positivo, c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, prendiamo atto che a Crotone, sino a poco più di un anno fa, chi ha sonnecchiato, chi ha dormito, chi è stato perennamente in vacanza, chi ha vissuto di comoda rendita politica, i pesci li ha presi eccome.

Questa la motivazione ufficiale “scientificamente” e sistematicamente applicata negli ultimi dieci anni di governo e sottogoverno: “Premiato perché il fatto non sussiste”.

In estrema sintesi, fra noti praticanti, scansafatiche da competizione, venditori di fumo in giacca e cravatta, parassiti vari e politicanti per caso, decine e decine sarebbero stati quelli che, lautamente retribuiti, avrebbero prodotto solo problemi e danni alla “Comunità”.

Si perché sin quando la mucca dalle grandi mammelle ha allattato, tutto bene e grazie.

Sospesi improvvisamente “vitalizi” e “alimenti”, ecco manifestarsi, attesi e antipatici, malesseri e mal di pancia diffusi, strumentali e noiose polemiche, tendenti a gettare fango gratuitamente (immagina la fatica), e a prescindere.

Tutto d’un tratto, quando si è vagamente intuito che non c’era trippa pe gatti, e che molto probabilmente qualcosa era sostanzialmente cambiata, i cinque o sei “capi mandria”, si sono messi “al lavoro”, servendo ai propri sottoposti e a chi ci crede, il piatto forte della casa: il dileggio.

Poco importa se, dati alla mano, nel corso degli scorsi e sciagurati anni, Crotone è stata “derubata” di tutte le sue ricchezze: paesaggistiche, economiche, sociali ed occupazionali.

Faceva parte del “gioco”, al quale però, vincevano sempre i soliti…

Cioè quelli che scommettevano, conoscendo già il risultato, facendo cosi credere al cittadino comune, di aver perso per volontà divina, o del politico nazionale di turno da crocifiggere.

Come si può di conseguenza oggi, ammettere che si lavora solo ed esclusivamente per il bene della città, per i piccoli problemi, così come per i grandi temi?

E che, fino a prova contraria, questo sindaco e questa amministrazione mettono il naso e la faccia dappertutto?

Osando, rischiando, e magari sbagliando pure in qualche caso.

Sempre meglio accettare i propri limiti con intelligenza e umiltà, e ripartire immediatamente, piuttosto che perseverare “diabolicamente” e consapevolmente.

Senza paure, senza sotterfugi, senza retro-obiettivi, senza timori gerarchici, e soprattutto senza “debiti morali”.

A scadenza…

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