​Una buona e sana confessione, alla luce degli incresciosi e bugiardi avvenimenti delle ultime settimane, legate ad una serie di importanti problematiche che investono l’universo lavorativo crotonese, e ciò che di esso è purtroppo rimasto, sarebbe più che mai necessaria.

Diciamo pure un obbligo socio-morale, che restituirebbe ai cittadini, soprattutto quelli che soffrono direttamente e sulla loro pelle, la dolorosa condizione di disoccupati, la verità assoluta su come e perché si è venuta a creare questa incresciosa situazione.
È inutile tanto, continuare a credersi delle volpi, quando si è struzzi dalla testa ai piedi.
Oppure chi, poco più di un anno fa, stringendo mani e diabolici patti “a sinistra ed a manca”, forse convinto che la sconfitta fosse stata solo elettorale, si è quindi sentito autorizzato a continuare a mettere in scena una scriteriata farsa senza più copione, e con un finale già totalmente consumato?
Difficile e molto arduo ammettere che, dopo diversi lustri, un’era si è ormai chiusa.
Si è frantumato un sistema malato e viziato, si è abbattuto un grande muro costruito sulla menzogna, sul “ricatto”, e su di un clientelismo spietato e radicato, che sembrava non avesse mai fine.
Un modus operandi e di pensiero, tanto becero e bacato, quanto ossessivo ed efficace. Tanto da convincere la quasi totalità dei cittadini, e dei lavoratori, che l’unica e giusta via da percorrere, fosse quella della sudditanza e della sottomissione eterna.
Ma fortunatamente, e grazie a Dio ed agli uomini di buona volonta, tutto ha un inizio e tutto ha una fine.
E accettare che tutto ciò sia potuto accadere proprio a Crotone, non è un crimine, e neanche sintomo di debolezza, ma soltanto di consapevole e matura presa di coscienza.
Emblematica, in questa calda estate, la vicenda dei tre ex operai Akros, che per diversi giorni hanno affidato il loro destino ad una forma di protesta estrema.
Rispettabile ci mancherebbe, ma molto probabilmente frettolosa e indotta.
Forse, la decisione sbagliata nel momento sbagliato.
Ma è di queste ore, la notizia della logica rinuncia dei tre, a restare ancora sospesi su di una gru, ad attendere una vecchia promessa mai mantenuta, e tramutata ad arte in “arma politica”, rivelatasi poi in un pericoloso e beffardo boomerang.
Lui torna sempre indietro, e se colpisce, fa molto male.
E qualcuno oggi, folgorato da un “sindacabile rimorso” se ne deve essere proprio accorto…
P.S. I fallimenti si sono svalutati, e non vanno più di moda. 

È questa la notizia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here