​Dieci, lunghi e improduttivi anni di “Vallonismo”, ma anche quelli precedenti a quest’ultima buia era, hanno purtroppo accentuato ed aggravato, enormi ed antiche problematiche che ancora oggi affliggono e mortificano Crotone.

Figlie, quasi certamente, di governi 

e gestioni della cosa pubblica, scontati, arcaici e filo-partitici, e che, fra le altre cose, hanno trasformato e influenzato in negativo, l’intero tessuto sociale crotonese.

Sotto tutti i punti di vista.

Lasciandoci praticamente in scomoda eredità, una sorta di lassismo e pessimismo intrinseco, tendente alla critica a prescindere, e al distruzionismo.

Di conseguenza, consapevolmente o no, i cosiddetti “irriducibili”, aggrappati spudoratamente ad arcaici e quasi arroganti modi di fare e di porsi, continuano a produrre danni in serie, per la comunità e per loro stessi.

Proprio loro, ancora oggi, nonostante il tempo ed i fatti abbiano palesemente detto che nulla è stato fatto e risolto, in merito ai grandi temi, vedi transazione con Eni o partecipate per esempio, proseguono imperterriti nella loro perenne e ormai stancante opera di disturbo, “architettata” solo sulle critiche, sulle chiacchiere e su improbabili proposte, che non tendono a costruire, bensì solo a destabilizzare e distruggere.

Del resto, come può, chi la cultura del fare, della relazione, del confronto aperto e democratico, della innovazione, politica e amministrativa, accettare che le cose oggi stanno finalmente cambiando, e che il litigio, la faziosità ed il clientelismo, stanno scomparendo?

Che il partitismo imposto è stato sostituito da una moderna coalizione ed un solo leader riconosciuto?

Loro malgrado.

E malgrado striduli squilli di tromba, e qualche “Voce” noiosa ed alquanto stonata…

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