​Sparlare “ad minchiam” e “sparare” nel mucchio, soprattutto quando il bersaglio è piuttosto facile e vulnerabile, diviene spesso un alibi per difendere e nascondere le proprie magagne e malefatte.
Ma non sempre però, tutto fila liscio, o come “il pirata” di turno avrebbe sperato…specie se durante il suo cammino, forse un po’ troppo superficialmente, ha lasciato qualche poco brillante traccia del suo operato, nello specifico del caso, politico e amministrativo.

La professionista in questione, non si sa bene però di che cosa, avrebbe ricevuto incarichi, succose prebende e “derivati” vari, senza batter ciglio, e senza soprattutto, lasciare segni idelebili del suo operato in favore della collettività e del bene comune e “Provinciale”…

E allora, Santo Dio, ma come si può attaccare, in modo distorto e paradossale, un professionista che tu stesso hai ingaggiato, che pretende legittimamente la sua parcella, che non hai provveduto a saldare?

Fateci capire, che ci azzecca la compatibilità o meno di assessore comunale, con una vecchia storia non ancora chiusa, e che si concluderà quasi certamente con la condanna al risarcimento di chi ha prodotto e determinato un’atto, non ottemperando poi ai propri doveri amministrativi e legali?

Cioè, un qualsiasi soggetto che ha prestato un’opera, e che aspetta di essere giustamente remunerato, ha torto perché pretende quanto gli è dovuto?

Se cosi è, miei cari signori, siamo all’assurdo.
Il massimo del minimo della mediocrità, morale e professionale.

Se si va al supermercato per fare la spesa, che ti servirà ad assecondare un tuo personale bisogno, si può poi accusare lo stesso supermercato di averti fregato i soldi?

C’è chi leggerà, esaminerà, e in base ai fatti ed ai documenti si determinerà.
Sarà così per la incompatibilità o meno dell’assessore comunale più invidiato della storia della politica crotonese, cosi come per un processo che stabilirà se lo stesso soggetto, avrà diritto ad incassare la sua parcella, che sarà in tal caso risarcita da chi ha commesso un grossolano errore amministrativo, o l’esatto contrario.
E allora, tutta questa rumorosa, improbabile e mediatica “commedia”, a cosa ed a chi serve?

È “incompatibile” col resto del mondo, e anche con se stessa, cara assessora che non è altro…
Pro memoria vitae: Il rapporto col super assessore De Luca, consisteva nell’assistenza pluriennale, contrattuale e di revisione delle convenzioni dei contratti del Comune con Acque Potabili s.p.a.

Mica un ricorso al Giudice di Pace, o una artefatta costituzione di parte civile…

Il mandato a De Luca, fra le altre cose, ha richiesto infatti tre anni, centinaia di ore di lavoro, e una gran quantità di documenti.

E lo studio dell’avvocato e professore universitario che assisteva Acque Potabili, aveva lo studio a Napoli.
Ma tutto questo Rita non lo sa…