Una cosa appare ormai quasi certa: il Pd crotonese sta ridisegnando il suo futuro.

Da diverse settimane infatti si lavora per i congressi di ottobre, che mai prima d’ora avevano rivestito una importanza cosi rilevante.

Troppo alta la posta in gioco. E non soltanto per le fazioni che si giocano le leadership cittadina e provinciale, ma anche per chi, “affacciato” da un quarto piano condominiale, attende interessato, e anche attivamente, quanto accade e sta per accadere in casa del Pd.

Dal si dice, si è infatti passati al si fa. E anche sul serio.

Riunioni, tavoli ed importanti incontri “fuori confine” continuano a susseguirsi, e, per ciò che trapela, raccontano di un “vecchio” gruppo dirigente del Pd crotonese, organizzato, agguerrito e molto determinato a riprendersi il partito.

E non soltanto quello.

I presupposti ci sarebbero tutti, e le tessere anche. 

Dunque, il gruppo che fa capo ad un triunvirato esperto, ambizioso, e numericamente attrezzato, starebbe per cancellare definitivamente l’era Murgi, che allo stato, non sembrerebbe in grado di opporsi e competere alla pari.

Se i tre di cui sopra vinceranno i congressi, soprattutto quello cittadino, a prescindere dal nome del nuovo segretario, che sarebbe solo un dettaglio, gli scenari che si aprirebbero sarebbero ampi, e politicamente molto suggestivi.

Le forze in campo infatti, che fra le altre cose stanno già lavorando nelle circoscrizioni interessate, potrebbero trovare un maxi accordo, che comprenderrebbe il predominio in città, ma anche e soprattutto una significativa presenza alla Regione, e una ormai molto probabile e autorevole candidatura romana (Flora Sculco), che garantirebbe tutti.

Territorio in primis.

Sia chiaro, “l’accordone”, dovrà soddisfare entrambi le parti, diversamente infatti, ognuno guarderebbe a Roma da una diversa direzione.

A quel punto, ma sono solo ipotesi, i Demokratici potrebbero anche essere indotti a “scegliere”, fra Udc e Alfano…