L’accordo, non ancora chiuso, fra il Pd e i Demokratici di Enzo Sculco, rischia seriamente di diventare, purtroppo, il tormentone politico di questo fine 2017.

Se da una parte infatti, c’è chi all’interno del Pd crotonese, sarebbe già sceso a patti con via Roma, un’altra fazione invece, la stessa che sta ancora facendo ferro e fuoco contro la proposta unitaria che vorrebbe Gino Murgi prossimo segretario provinciale, la possibilità che Sculco approdi nel Pd, non la terrebbe proprio in considerazione.

Troppo lontane le distanze fra i vari Nicodemo Oliverio, Caiazza, Barbieri, Ambrosio, Giungata, Giancotti, D’Ettoris, che temono di restare fuori da tutti i giochi, e il “blasonato” e temuto gruppo dei senatori. 

Quello dei numeri e delle tessere, pro Sculco, e mai come ora, decisivi in occasione dei prossimi congressi cittadino e provinciale.

Battaglia su due fronti quindi per il partito democratico, alla perenne ricerca di una identità e di un’anima politica certa, credibile e duratura.

Difficile comunque, con tale e imbrigliata situazione, che ciò avverrà in tempi brevi.

La fotografia attuale del Pd crotonese, sarebbe tuttavia racchiusa nell’atteggiamento politico dell’ex sindaco Peppino Vallone, che in città appoggerebbe Murgi, e quindi favorevole all’avvento di Sculco, mentre oltre i confini di Crotone sarebbe fra quelli che sposano il mal funzionamento del partito…

Che poi, futuri segretari a parte, chi assicura che Enzo Sculco candiderà Flora solo grazie al suo ingresso nel Pd?

O sarà forse che il leader dei Demokratici, si servirà solo di una parte del Pd crotonese, cioè quella elettoralmente più appetibile, per cercare di raggiungere l’obiettivo, senza alcun ingresso ufficiale?

Se cosi fosse, nessun’altra alleanza, anche quella con l’improbabile centrodestra, sarebbe a quel punto preclusa…

Con la benedizione dei diversi destronsi presenti fra le fila de la Prossima Crotone.