“21 anni fa, guardavo quello spaventoso fiume d’acqua piovana, che scorreva lungo tutta via Mario Nicoletta, l’acqua ti arrivava a tratti, fino ai fianchi…

Spesso barcollavi, perché non vedevi dove mettevi i piedi ed eri visibilmente affaticato, ma mi tranquillizzavi, mi diceva di tenermi forte, mi chiedevi se ero stanca (tu a me!!! Anche se, a volte credevo che sarei scivolata, tanto ero stanca di tenermi) a modo tuo, mi incitavi a tenere duro, dolcemente, che saremmo arrivati presto, ma, l’equilibrio non lo hai perso mai…

Fortunatamente.

Pioveva, c’era una puzza di fogna dilagante, così come la paura, e io tutto questo, fino ai primi gradini di casa, “sotto la margherita” come si dice a Crotone, l’ho visto e vissuto, seduta sulle tue forti e rassicuranti

 spalle, coperta con il mio impermeabilino. 

Ero una bambina di 9 anni, fuori infuriava la tempesta, si diceva che a scuola non si poteva arrivare e quindi, dovevamo stare buoni, e aspettare che le strade tornassero percorribili. Ma io ero una bambina che aveva un nonno, che non potendo arrivare in auto, a scuola c’era arrivato a piedi…

Quel giorno lungo quelle strade allagate, c’era soltanto un uomo, che reggeva con le braccia uno zaino stracolmo, verde e giallo di “bugs bunny”, una bambina sulle sue spalle che si reggeva tenendosi forte dalla sua testa per non scivolare.

Mio nonno.

Quel giorno, non me lo hai colto il fiore, dal nostro solito albero, come facevi tutti i giorni tornando da scuola… ma hai colto un ricordo d’amore, e me lo hai donato.

E non è ancora appassito…

Come tutti quei fiorellini rosa…”.


Noemi Bossi