Molto probabilmente, considerato l’attuale scenario politico crotonese, Comune compreso, la proposta della mozione di sfiducia al sindaco, lanciata dai grillini Correggia e Sorgiovanni, in particolar modo ai colleghi della minoranza, è destinata a restare tale.

Molto arduo infatti, se non impossibile, riuscire a “convincere” 13 consiglieri comunali, a firmare la mozione di sfiducia da discutere successivamente in Consiglio.

E mai come in questa fase, confusa, delicata e per certi versi decisiva su molti fronti, a prevalere su tutto, dovrebbe essere la coerenza.

In questo caso politica, e ammesso che ve ne sia ancora traccia.

Perché solo davanti al rispetto di se stessi, del proprio ruolo, delle proprie scelte e ideali, si potrebbe numericamente realizzare “l’impresa”.

Ma allo stato, sondato un po’ il terreno, non tenendo conto degli scontati contatti informativi ed esplorativi intercorsi nell’immediato, e quasi per inerzia, gli unici firmatari certi della mozione, sarebbero proprio i promotori della mozione, e cioè i due consiglieri dei Cinque Stelle.

E, naturalmente, supponendo di una maggioranza di nuovo unita e coesa, ci limitiamo quindi a prendere in considerazione le forze di minoranza, 12 consiglieri, più il neo gruppo consiliare “Autonomi e Coerenti”, tre consiglieri, nato qualche giorno fa da una costola dei Demokratici, e che non si sarebbe ufficialmente schierato né da una parte e né dall’altra.

Ebbene, se i numeri in quanto tali, dovessero tenere fede alla loro naturale appartenenza e collocazione, la mozione di sfiducia, con 13 firme, arriverebbe in Consiglio senza problema alcuno.

Ma siccome tra il dire e il fare, c’è di mezzo “l’avere”, ecco che i numeri, inesorabilmente, non “contano” o non conterebbero più…

Ci sarebbero, ma solo in teoria.

Si perché nei fatti, detto dei due grillini, del resto della minoranza non vi è nessuna certezza.

Il Pd infatti, ha bisogno del “lasciapassare” del suo segretario, Forza Italia è ancora alle prese con le “prove” di opposizione, Crotone Bene Comune ci starebbe pensando, mentre i tre ex Demokratici, oggi più “autonomi e coerenti”, dovrebbero essere quelli più convinti e stimolati.

Una cosa è certa: bisognerà necessariamente determinarsi e argomentare, e nessuno potrà nascondersi dietro al suo dito.

Questione di coerenza…