Settembre 2018 è più vicino di quanto 

possa sembrare oggi, se il problema naturalmente, lo si guarda e lo si affronta dal punto di vista programmatico ed amministrativo.

Stiamo parlando dello stadio Ezio Scida, e della famosa e “scottante” concessione biennale, da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici, che scadrà appunto il prossimo mese di settembre.

Sarebbe a dire, proprio all’inizio della nuova stagione calcistica.

Le strutture che, secondo proroga e accordi, dovrebbero essere rimosse, sono la nuova tribuna coperta, di proprietà del F.C. Crotone, e la struttura aggiuntiva della curva sud.

E siccome prevenire è sempre meglio che curare, considerato anche il concreto rischio che la Soprintendenza sia fiscale ed irremovibile, il Comune di Crotone, nell’ambito delle attività funzionali al 2018, fra le quali appunto la questione stadio, si sta già adoperando con un certo anticipo, per non trovarsi poi con l’acqua alla gola nei mesi estivi che precedono il campionato di calcio.

“Stiamo già lavorando per produrre atti formali, e chiedere insieme al sindaco, una proroga di altri due anni alla Soprintendenza – afferma l’assessore comunale allo Sport Giuseppe Frisenda – anche perché i fondi scarseggiano, e di stadio nuovo (10 milioni di euro circa), in questo particolare momento non se ne parla.

Ci stiamo muovendo con largo anticipo, perché sappiamo che il problema c’è ed è anche delicato.

Tant’è – sottolinea Frisenda – che non è affatto scontato infatti, che la Soprintendenza ai Beni Archeologici ci conceda la proroga di due anni, e il rischio di dover smantellare trubuna e curva sud è molto concreto”.

In tal caso, lo stadio Ezio Scida, smontato nuovamente di sana pianta, perderebbe 6 mila posti in un sol colpo, con tutti i conseguenti e relativi problemi logistici ed organizzativi che ne deriverebbero.

A questo punto, inevitabilmente, la palla passa al F.C. Crotone, che non si è ancora espresso in merito.

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