Assemblea Provinciale del Pd, parte seconda.

Parla Arturo Crugliano Pantisano, membro del Direttivo Nazionale del Partito Democratico.

“Il voto del 4 marzo ci ha restituito un quadro chiaro ed incontestabile: perde il centrosinistra nelle sue diverse articolazioni, perde il Pd, che col 20% ottiene la sua peggiore performance dalla seconda Repubblica. 


Questo voto ci restituisce un cambio di fase talmente radicale da non potere lasciare alibi a nessuno, da Roma a Crotone.


E la mia impressione è che sia stato sconfitto un intero campo politico e culturale, ecco perché qualsiasi analisi politica che non parta da questa considerazione sarebbe falsata e priva di prospettiva.


È del tutto evidente che se in Italia, la stagione delle riforme iniziata nel 2013, portata avanti sul piano sociale, civile ed economico, non ha raccolto i frutti sperati, significa che qualcosa non l’abbiamo compresa, e che quindi occorre ritornare a studiare, ad ascoltare…


Ci siamo attardati negli scontri tra di noi ed abbiamo perso di vista la battaglia principale, la nostra stella polare: la lotta per l’uguaglianza”.


Ma è un Pantisano molto critico, anche con chi ha gestito le liste da Roma in giù.


“Abbiamo votato tutti Pd, ma siamo certi che se il candidato lo avessimo scelto qui, il risultato, sia pure nella sconfitta, non poteva essere diverso?”.


Sul piano squisitamente politico, Pantisano condivide la relazione di Murgi, sia nell’analisi che nelle prospettive politiche. 


E sulla questione Provincia ha invece chiosato: “cosa doveva fare il segretario? Ha convocato i sindaci, nessuno dei quali disponibile a candidarsi. 


Ha fatto degli incontri anche con presidente Galea, con i consiglieri comunali, la segretaria cittadina, e mentre faceva tutto questo è uscita la notizia che il sindaco di Crotone, era in campo. 


A quel punto, e visto che Pugliese non è né di destra e né di M5S, ha sentito il dovere di incontrarlo, in delegazione. 

Dunque una collaborazione politica ed istituzionale, come generalmente si fa, al di la dei colori, e non vedo inciuci, perche è stato fatto tutto alla luce del sole…”.


Arturo Pantisano si interroga anche sull’eventuale futuro politico tra Pd e Demokratici, e a tal proposito è piuttosto lapidario: “non mi entusiasma parlare di futuro, la mia testa è al presente, al Pd attuale che non versa certo in ottimi condizioni, ma che abbiamo l’obbligo di risollevare con una politica nuova e diversa. 


Con Calabria in Rete che ci siano interlocuzioni è un fatto acclarato, alla Regione stanno col centrosinistra, al Comune no. 

Tuttavia ritengo che faccia bene all’intera provincia che due grandi forze politiche, sulle questioni del territorio, si confrontano e dialogano fra loro per portare risultati.


È accaduto al Comune il 13 dicembre scorso, sta accadendo alla Regione, può accadere anche in Provincia. 

Vediamo cosa succede, altrimenti ognuno starà per conto suo sul piano politico, ma sul piano della sinergia e della rete collaborativa, del dialogo, ne beneficerà certamente il territorio”.


Infine Pantisano manda un messaggio, neppure troppo velato a chi (Nicodemo Oliverio?) ha avuto il “cattivo gusto” di uscire pubblicamente contro il segretario, reo di essersi seduto al tavolo con i massimi livelli dei Demokratici (Sculco). 


“E paradossale – ha detto Pantisano – che prima ci si adoperi per cercare di avere di nascosto per se stessi i voti di Calabria in Rete, e poi si gridi al misfatto, quando con questi ci si parla alla luce del sole, e soprattutto senza fare accordi di nessun tipo”.


La relazione di Pantisano, si è poi chiusa con una lettura di alcuni passaggi relativi all’accordo sottoscritto tra le aree del Pd durante il Congresso di novembre. 


“In quel documento – ha sostenuto Pantisano – ci sono tutte le cose che ha detto Murgi nella relazione, e molti di quelli che finora sono intervenuti. 

Basta dunque applicare quei contenuti, e il Pd crotonese sicuramente riuscirà a risollevarsi”.  

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