Riceviamo e pubblichiamo

Avendo da alcuni giorni lasciato l’incarico di Assessore alla Cultura, Beni culturali, Pubblica Istruzione e Pari Opportunità, sento il dovere di ringraziare le cittadine e i cittadini, davvero numerosissimi, che in vari modi hanno voluto testimoniare il loro personale apprezzamento per le attività culturali messe in campo in questi ultimi due anni in qualità di rappresentante dell’’Amministrazione comunale.

Ringrazio altresì le Associazioni culturali crotonesi che mi hanno permesso di qualificare la mia attività con le loro istanze, le loro idee e soprattutto con il loro spirito civico. Non ho fatto altro che coordinare e valorizzare le spinte di entusiasmo e di concreta fattività.  

Ringrazio infine i dipendenti comunali che, pur tra le mille difficoltà dell’Ente, hanno generosamente dato il loro contributo per fare rinascere un settore spesso sottovalutato ma in realtà strategico.

E’ stata un’esperienza, da un punto di vista soggettivo, qualificante e, obiettivamente, proficua anche per il contributo venuto dal mondo della Pubblica Istruzione che ha dato modo di testare come la Scuola sappia accogliere ed elaborare le istanze poste dal mondo della Cultura. 

La sinergia tra settore culturale e settore scolastico è imprescindibile. A mio avviso l’investimento dei saperi si giustifica e si valorizza soprattutto sulle nuove generazioni e su una base diffusa, quale quella della popolazione scolastica, e pertanto non può essere un mero esercizio elitario destinato a pochi.

La funzione pubblica deve tendere a creare consapevolezza, coscienza, identità e tutto questo è riassumibile nel concetto di libertà: meno si sa più si dipende.

Mi sento appagata e al tempo stesso ho motivo di ritenere che si possa promuovere e produrre cultura anche in questo angolo periferico del nostro Sud. 

Abbiamo competenze e conoscenze da fare emergere e capitalizzare, che solitamente operano con convinzione e continuità, pur nella indifferenza delle Istituzioni.   Talenti, energie, e capacità espressive che devono arricchire finalmente il nostro territorio e che costituiscono l’unico capitale di cui siamo titolari. 

Bisogna prendere coscienza che accanto alla “dispersione scolastica” abbiamo sofferto una “dissolvenza” intellettuale e anche civica.

Mi sembra che sia iniziato un nuovo processo che spero vivamente possa continuare.

Da parte mia, come privata cittadina, continuerò a collaborare con le Associazioni del territorio come del resto ho fatto anche in passato.

Prof.ssa Antonella Cosentino