Piazza Pitagora: ore 17.30 di questo pomeriggio.

Il Vigile Urbano Salvatore Gerace, di servizio in quella zona, aiutato dal caso, ma anche dalla sua attenzione e colpo d’occhio, si avvicina ad una delle nuove panchine rosse, collocate proprio a ridosso dei portici, di fronte la fermata degli autobus, e, adagiata sulla panchina, con tanto di ago scoperto e con del sangue al suo interno, scorge una siringa.

Non curante del pericolo che egli stesso avrebbe potuto correre, ma soprattutto ed evidentemente preoccupato che la siringa avesse potuto pungere chiunque si fosse seduto per riposare, o in attesa di prendere il pullman, bambini compresi, afferra la stessa a mani nude e la poggia per terra all’angolino del marciapiede, scongiurando di fatto una “invisibile” ma pericolosissima puntura, che avrebbe potuto causare seri problemi a chi casualmente fosse venuto a contatto con l’ago.

Un intervento, quello celermente effettuato dal Vigile Urbano Salvatore Gerace che, essendo stati noi involontari testimoni, non può che essere evidenziato, posto all’attenzione di chi di dovere ed elogiato, perché stiamo parlando di vero e proprio eroismo civico ed umano .

Bravo Salvatore. 

Non eri tenuto ad intervenire personalmente, ma lo hai fatto senza indugi e senza paura, pensando, in una frazione di secondo, che quella maledetta siringa insanguinata, abbandonata su di una panchina dal solito, ennesimo eroinomane di turno, dopo un triste ed incauto buco in pieno giorno, avrebbe potuto rovinare per sempre la vita di un tuo concittadino.

Un uomo, una donna, un bambino…

No. Non possiamo e dobbiamo permetterlo.

Perché è potenzialmente più pericolosa una siringa infetta abbandonata in luoghi pubblici e molto frequentati, che cento dosi sparate in vena da un solo tossicodipendente.

Grazie Salvatore.