Mentre nei decenni trascorsi, è stata

evidentemente devastata dal negativo fenomeno della speculazione edilizia, la Crotone di oggi, per ovvie ragioni di crescita e sviluppo reali, non potrebbe più permettersi il lusso di sopportare che qualche gruppo di faccendieri faccia i propri interessi, magari attraverso l’eventuale esternalizzazione di servizi pubblici comunali.

Se cosi fosse, si correrebbe infatti il serio rischio che su pochi nomi, verrebbero concentrati una serie di attività che, anziché favorire nuove opportunità imprenditoriali, potrebbero invece uccidere per sempre ogni forma di rinascita ad esse collegate.

Pare infatti, che si stiano creando   tutte le premesse affinché vengano “premiati” proprio quei soggetti, che avrebbero da sempre vissuto “all’ombra” delle attività pubbliche.

Non è solo pura immaginazione, ma anche e semplicemente una attenta e preoccupata considerazione su quanto potrebbe accadere. 

E i servizi palesemente carenti, che mortificano e modificano in peggio la qualità della vita dei cittadini crotonesi, erano e sono ancora un problema importantissimo, purtroppo ancora irrisolto dall’attuale amministrazione comunale.

Una priorità che, non si sa perché, resta ancora tale, nonostante il primo impegno che questa amministrazione comunale assunse appena insediata, fu proprio quello della riorganizzazione e moralizzazione della vita pubblica e amministrativa.

Ci riferiamo anche a strade, pubblica illuminazione, parcheggi, verde pubblico e tutela del patrimonio comunale.

E per dirla tutta, il cosiddetto dimagrimento organico all’interno dell’ente, che da 230 è passato a 130 effettivi, non ha fatto altro che peggiorare anche operativamente, una situazione già di per se precaria, difficile e delicata.

Perché dunque, ci chiediamo, si esternalizzano i servizi, naturale negazione della logica di mercato, che potrebbero di fatto creare un monopolio, che altro non farebbe che appesantire ulteriormente i cittadini, e desertificare la nostra povera realtà lavorativa?

Se esistono delle inefficienze già acclarate, perché allora insistere con tale, discutibile modus operandi amministrativo, che andrebbe a creare un sur plus di spesa, e bloccando tra l’altro mobilità ed il normale scorrimento delle graduatorie?

A saperlo.

P.S. Dove c’è scritto che un assessore uscente, (allontanato perché molto probabilmente deficitario) debba poi essere necessariamente integrato nello staff del sindaco?

Cambia-mento…