Riceviamo e pubblichiamo

Spiace constatare che il sindaco di Rocca di Neto Blandino provi fastidio per una iniziativa promossa e realizzata dalla minoranza in Consiglio comunale, che è stata nient’altro che una occasione democratica e molto partecipata dai cittadini, un’iniziativa di cui non chiedere permesso a nessuno e a chicchessia, tanto meno a lui.

Il sindaco, invece lo trova un evento di lesa maestà, fino al punto di suscitare in lui, oseremmo dire, “disgusto” e “stizza”.
È bene che il signor sindaco torni alla “normalità” da lui stesso invocata più volte per altri aspetti, ma non praticata con le parole, le frasi ed i comportamenti che vanno quasi sempre fuori dal vaso.

Quello che si è svolto domenica 30 settembre nella città di Rocca di Neto non è stato un evento clandestino, quanto invece un evento aperto e alla luce del sole, di straordinaria importanza che ha messo in evidenza la volontà dei cittadini di riportare al centro del dibattito politico ed amministrativo i bisogni della comunità che lui è stato chiamato a guidare.
Spiace constatare che non è stato in grado di cogliere gli spunti propositivi che sono stati la linea guida dell’intero dibattito e sono stati confermati con le azioni, e non con le parole, dai consiglieri di opposizione, che in questi tre anni hanno con responsabilità e serietà fatto opposizione e non contrapposizione.

Avrebbe dovuto il signor sindaco lodare e non denigrare, e soprattutto apprezzare l’iniziativa che si è svolta con stile e ponderatezza e con animo dialogante nei confronti di tutti i protagonisti che sono chiamati ad esercitare una valida ed efficace funzione di governo della città di Rocca di Neto.

Invece, il signor sindaco ha concentrato la sua attenzione sulla mia presenza all’iniziativa, per la quale non devo chiedere il permesso né a lui né ad altri per venire a Rocca di Neto per incontrare i cittadini ed i miei elettori.

Probabilmente al caro sindaco interessa più denigrare la consigliera regionale Flora Sculco che affrontare e risolverei problemi della comunità di Rocca di Neto.
Probabilmente il caro sindaco Blandino è vittima inconsapevole del suo stesso ego, fino al punto di immaginare parole che nessuno ha pronunciato, fino al punto di mettersi al centro di un dibattito che si è svolto interamente sui bisogni, le necessità e le legittime aspirazioni di una comunità, che come è stato più volte sottolineato dai presenti, non vuole contrapposizioni sterili, non vuole e non chiede lotte tra fazioni, ma pretende azioni nel merito.

Caro sindaco domenica si è discusso dei problemi che i cittadini di Rocca di Neto affrontano quotidianamente.
Non io, ma i suoi concittadini hanno avuto la pressante necessità di parlare di tutto quello che non va nell’azione amministrativa e che vorrebbero più efficace di una insufficiente “normalità” e lei, caro sindaco oggi, con il suo comunicato, sminuisce non me, offende non me, ma i suoi concittadini.

Quanto poi alla mia posizione politica non devo certo rendere conto né a Blandino, né ad altri.
Flora Sculco non è stata eletta dal centrosinistra ma da circa diecimila elettori che hanno indicato sulla scheda scrivendo il suo nome ed il suo cognome, quindi non esercito la mia funzione istituzionale per grazia ricevuta ma per espressa ed ampia volontà popolare.

Quanto poi a quello che è stato fatto e non fatto, sarebbe ridicolo sottoporsi alla valutazione del “mediocre” sindaco di Rocca di Neto che parla più per livore ideologico che non invece per razionale e ponderata valutazione.

Il movimento di cui sono espressione ha portato un contributo decisivo al successo del centrosinistra nella provincia di Crotone ed in Calabria ed allo stesso Presidente Mario Oliverio.
Che questo infastidisca Blandino, ci spiace, non metteremo il lutto al braccio ma ce ne faremo una ragione.

E vorremmo ancora una volta precisare ai tanti “blandini” che per noi stare in alleanza non significa stare in una gabbia e nemmeno in una caserma, quanto piuttosto mantenerci la libertà, quanto mai opportuna e necessaria nei sistemi bipolari e dell’alternanza, di poter criticare e dunque migliorare la funzione di governo oppure premiare e riconoscere quando questa è svolta con soddisfazione da parte dei cittadini.

Per noi la fonte di legittimazione sono e saranno sempre i cittadini e non le appartenenze tantomeno quelle ideologiche ormai estinte.
Capiamo che questo è particolarmente innovativo e complicato per chi è rimasto ancorato a vecchie impostazioni ormai in disuso ed abbondantemente non più riconosciute e abiurate dai cittadini.

Caro sindaco, non azzardi neanche improbabili lezioni di coerenza politica, lei che ha nel suo seno e nel suo ventre macroscopiche contraddizioni politiche che tutti i cittadini conoscono.
Vorrei dirle in ultimo quasi sotto voce e con sincerità a mo’ di consiglio, Caro sindaco, che la dialettica democratica non dovrebbe essere vissuta come un fastidio e non può essere ritenuta una anomalia.

Anche lei, come me, dovrebbe riconoscere che del confronto politico e programmatico ne avremmo grande necessità e bisogno e dovremmo esserne addirittura protagonisti e promotori senza scadere nella tradizionale logica del dileggio che, ahinoi! sembra accompagnare da decenni alcune esperienze politiche della nostra realtà.

On. Flora Sculco

Crotone, 4/10/2018