Più che ai necessari ed essenziali servizi, ai letti, e ovviamente ai malati, sembrerebbe proprio che la vera e reale priorità all’interno dell’Asp di Crotone, siano le poltrone. Purtroppo.

Amministrative, tecniche e dirigenziali.

Cercate, inseguite e raggiunte, molto spesso però a discapito della “salute” generale del nostro nosocomio, naturalmente riferita ai sacrosanti diritti dei pazienti in primis, ma anche di quelli dei “poveri” dipendenti ospedalieri, troppo poco tutelati e difesi.

Perché i sindacati intanto, fra una “guerra” e l’altra, e a tutti i livelli, fanno il bello ed il cattivo tempo, “decidendo” di tutto e tutti. Dirigenti compresi.

Con l’occhio lungo ed attento della politica locale e catanzarese, a vigilare attentamente sull’operato dei “propri” uomini.

Pare funzioni così.

Stesse contorte dinamiche di un Comune, piuttosto che di una Provincia o Regione. Ne più e ne meno.

Flebili e precari equilibri che puntualmente si spezzano, ogni qualvolta si respira aria di cambiamenti ed ovviamente di nuove nomine.

Liti interne, lotte intestine ed attacchi frontali al vetriolo. Senza esclusioni di colpi.

Vedi improbabile “derby” sindacale fra CGIL-Uil e CISL-Fials.

Intanto il tempo passa, e chi dovrebbe lavorare ed impegnarsi a fondo per la costituzione del nuovo contratto integrativo, latita, e non riesce neanche ad organizzare un incontro, preferendo evidentemente scatenare “guerre” sulla mobilità e la gestione del personale.

Tanto per intenderci.

E siccome al momento, non intravediamo ancora il “Robin Hood” della situazione, pesanti accuse, attacchi mirati e pettegolezzi su carta intestata si sprecano, per una sorta di tutti contro tutti che ha un solo e grande sconfitto: la sanità crotonese.

Poveri noi. Non siamo più padroni neanche del nostro diritto alla salute, e ad una assistenza sanitaria rassicurante, decente e degna di questo nome.

A cosa serve cambiare direttori generali se l’andazzo poi è sempre il medesimo, se non peggio?

Non sono quelli gli uffici che “contano”.

Poco infatti può fare una nomina in quanto tale, contro il potere dei numeri e contro i famigerati “invisible man”…

Umili, sorridenti, sempre disponibili, e capaci di “venderti” anche ciò che tuo lo è già: il diritto alla sanità.

Poi forse passeranno a riscuotere.

Lo sappiamo tutti, non ci inventiamo nulla, ma nulla facciamo però affinché qualcosa cambi.

Se il “marcio” è dentro, non limitiamoci ad osservare e giudicare solo la facciata.