Riceviamo e pubblichiamo

Oggi la Siria è inevitabilmente al centro dell’attenzione internazionale.

Per anni una feroce e sanguinaria guerra ha prodotto morti e distruzione, nell’indifferenza di chi poteva intervenire per fermarla.

Un conflitto che ha provocato l’avanzamento dello stato islamico in quei territori, costringendo intere popolazione a vivere come ostaggi, a essere torturati e giustiziati, mentre il mondo stava a guardare quasi come se la Siria non esistesse.
Sono stati i curdi a liberare la Siria dall’Isis e da tutto l’orrore che si portava dietro, permettendo all’occidente di tirare un sospiro di sollievo.
Quei curdi che oggi la Turchia sta attaccando e uccidendo.
Allora qualcosa non torna.
Se i curdi hanno combattuto e sconfitto il nemico, perché Erdogan li vuole distruggere con l’avallo di Trump e del mondo islamico?

Probabilmente coloro che prima vedevamo come eroi oggi sono diventati troppo scomodi.

Rappresentano quella libertà e quel senso di democrazia che si vuole estirpare, e soprattutto perché sono state le donne curde ad avere un ruolo centrale nella liberazione della Siria.
Donne giovani, coraggiose e libere.
Donne che rappresentano un mondo che fa paura ai potenti. E per questo motivo che noi tutte dobbiamo schierarci con le peshmerga curde, perché non combattono solo per il loro popolo, ma per tutte noi.

Donne che rappresentano quella determinazione che da sempre ci ha caratterizzate. A fare paura ad Erdogan e a chi lo sostiene infatti, non è solo l’indipendenza del Kurdistan, ma è ciò che essa rappresenta culturalmente e socialmente.
La libertà spaventa più di qualsiasi proclamo, e le donne curde rappresentano oggi l’anteposto ad ogni stereotipo finora perseguito nei confronti delle donne, non solo arabe, ma di tutto il mondo.
Noi donne della Cooperativa Agorà siamo affianco a tutte queste donne che non hanno più paura di ribellarsi ai soprusi. Forza ragazze siamo vicine alla vostra lotta.

Le Donne di Agorà Kroton