“LA TERRA DI NESSUNO”

Il titolo del film del regista di Isola Capo Rizzuto Fabio Mancuso, “La terra di nessuno” (la mafia uccide, il silenzio pure), realizzato ed ambientato fra Roma e la Calabria, è un titolo forte, realistico e sempre attuale, “povero” e “ricco” allo stesso tempo.

È una pellicola semplice, ruvida, e “fatta in casa”, dunque, di facile e gradevole fruizione che, come siamo “fictionamente” abituati, ci catapulta in un mondo ormai “familiare”, e nello specifico, diverso soltanto contestualmente e geograficamente: quello delle mafie.

Il film è prodotto da Cine Isola Production, per la regia di Fabio Mancuso, con Luca Ciamei, Francesco Mali e Liberty Martinello attori protagonisti.

Nel casting anche: Alessandra Angotti, Musica Carlo Sestito e Giovanni Maiolo.Aiuto regista Lorenzo Bruno.

La Cine Isola Production, non nuova a questo tipo di iniziative cinematografiche a costo zero, si pone all’attenzione della cinematografia nazionale, con un film sperimentale-amatoriale, “La terra di nessuno”, chiara ed eloquente pellicola di denuncia del crimine e del malaffare di un piccolo paese di provincia calabrese, girata tra Crotone, Torre Melissa, Roma, Botricello e Isola Capo Rizzuto.

“La terra di nessuno” ha vissuto la sua attesa prima venerdi 8 novembre a Crotone, presso una Sala Raimondi per l’occasione gremita, interessata, e poi piacevolmente colpita dalla visione.

Più che mai doveroso il plauso generale per cast e troupe, che considerati gli strumenti a bassissimo costo a loro disposizione per la realizzazione del film, hanno comunque lavorato in maniera apprezzabile e molto professionale.

L’intera produzione inoltre, una vera e propria famiglia, non ha percepito alcun cache’, animata soprattutto dalla passione e l’amore per il cinema e per il proprio lavoro.Chapeau.

Il leit motiv del film è lo specchio della criminalità territoriale che incide e condiziona negativamente la comunità, insieme al malaffare che ruota attorno ad essa, in un grigio e consapevole scenario dove a dominare sono principalmente la violenza, il sopruso, la corruzione e la povertà.E il messaggio subliminale scaturisce proprio da una delle scene finali del film, in cui la fotografia non a caso, passa dal bianco e nero al colore: vediamo infatti la classica donna del sud vestita di nero, lasciar cadere lo “storico e resistente” velo dell’omertà…

Un’immagine molto significativa, sicuramente riconducibile al film “Shindlerlist”, dove una bimba vestita di rosso in una pellicola in bianco e nero, simboleggiava il sangue versato dagli ebrei…”La terra di nessuno” è innegabilmente un film denuncia, nel quale l’immaginario paese Poggio Marittimo, descrive molto fedelmente la triste e cruda realtà di molti paesi limitrofi.

La trama della pellicola di Fabio Mancuso, scorrevole ed efficace, che riempie lo schermo con semplicità, scene e dialoghi veri, che quasi ti guardano negli occhi, cattura il pubblico con la commovente naturalezza e bravura di tutti i suoi attori, dove ad emergere però è la magistrale interpretazione di Rino Rodio nel ruolo del boss, ma anche di Luca Ciamei, l’assessore corrotto, della fascinosa Alessandra Angotti, la donna in nero, il sindaco Pino Maiolo, e i già citati protagonisti del film, Kimberly Martinello e Francesco Mali.

Spettacolari e coinvolgenti sia la fotografia, curata da Palo Laterza, e le musiche di Carlo Sestito e Giovanni Maiolo.

Se dovessimo consigliare un buon film ad un amico insomma, “La terra di nessuno” sarebbe senza dubbio uno di quelli…

Buona visione a tutti.

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