E mentre non senza difficoltà tecniche (vedi mail capricciosa messa a disposizione dal Comune), sono tantissime le domande dei buoni spesa (un brodino riscaldato), da parte di chi non sa più come andare avanti e come “campare la famiglia”, la lunga e forzata clausura e restrizioni ordinate dal Governo per combattere e limitare la diffusione del Covid-19, a Crotone la situazione economica peggiora di giorno in giorno.

Una bomba sociale ad orologeria che molto probabilmente è già esplosa, nonostante e fortunatamente la stupenda e attiva macchina della solidarietà è già in moto da un po’, non riuscendo però a soddisfare la grande e spesso silenziosa richiesta di aiuto.

C’è gente che non lavora più, e non ci riferiamo soltanto a chi ha un posto in una attività momentaneamente chiusa, ma anche e soprattutto a chi scendeva di casa per arrangiare la giornata, e che oggi purtroppo è già al limite: l’affitto, le bollette, la spesa, e neanche un euro in tasca.

E se siamo arrivati a dover rimpiangere la precarietà, e leggere di una famiglia che non può più permettersi neanche una bombola per poter cucinare un piatto di pasta, vuol dire che la nostra già provata città è ormai alla canna del gas…

E pensare che in tempi in cui siamo in ostaggio di un terribile nemico invisibile, c’è chi si lamenta perché è “rinchiuso” fra quattro mura dorate, e qualche imbecille che esce ogni giorno di casa, convinto di riprendersi un po’ d’aria e di libertà, ma ignaro forse di respirare anche il virus…