• Riceviamo e pubblichiamo
  • 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗩𝗔 𝗟𝗘 𝗩𝗜𝗧𝗘 –

Quello dell’emendamento vergogna, con primo firmatario Matteo Salvini, rappresenta un raccapricciante capitolo che avrebbe dato il colpo di grazia alla Sanità di tutto il territorio Nazionale, ma lo scenario si prospetta ancor più drammatico soprattutto se applicato in terra calabra, dove oltre i problemi nazionali bisogna far fronte a quelli locali come la dilagante corruzione del sistema sanitario. Ma se ci addentriamo maggiormente fino ad arrivare all’ASP di Crotone, tremiamo al solo pensiero delle conseguenze che tale provvedimento avrebbe comportato.

L’emendamento al decreto Cura Italia con cui la Lega avrebbe voluto creare uno scudo penale per i dirigenti delle strutture sanitarie che stanno gestendo la crisi è stato così definito dall’ordine dei medici di Crotone -“𝙘𝙧𝙪𝙙𝙚𝙡𝙚, 𝙨𝙥𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙚 𝙤𝙛𝙛𝙚𝙣𝙨𝙞𝙫𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙖𝙩𝙚𝙜𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙘𝙝𝙚, 𝙣𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙢𝙗𝙖𝙩𝙩𝙚𝙧𝙚 𝙚 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙖𝙧𝙚 𝙖 𝙢𝙖𝙣𝙞 𝙣𝙪𝙙𝙚, 𝙨𝙤𝙘𝙘𝙤𝙢𝙗𝙚 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙤 𝙞𝙣 𝙤𝙗𝙗𝙚𝙙𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙖𝙞 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙩𝙩𝙖𝙢𝙞 𝙙𝙚𝙤𝙣𝙩𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙘𝙞 𝙚𝙙 𝙖𝙡 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙤 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙧𝙚𝙨𝙥𝙤𝙣𝙨𝙖𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚”.

Voglio esprimere profonda solidarietà all’ OMCeO che ha dovuto subire un’offesa talmente becera che il semplice ritiro dell’emendamento non basta, infatti sarebbe più che opportuno un mea culpa con tanto di pugno al petto da parte di chi lo ha anche solo pensato.

E lo dico con la consapevolezza che 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗹𝗮𝗰𝘂𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 appartenenti ad una categoria che si è rivelata preziosa, la spina dorsale del nostro sistema sanitario.

Non dimentico che all’inizio dell’emergenza è stato raccomandato al personale sanitario di NON utilizzare le mascherine per non spaventare i pazienti, ebbene sì, molto grave, ma siccome al peggio non c’è mai fine, quando non si è più potuta ignorare la cogenza dell’utilizzo di tali dispositivi, è subentrata la loro penuria che ne ha determinato una insufficiente distribuzione sfociata spesso in tensioni tra servizi diversi (vedi caso 118 e guardia medica).

Per non parlare della mancata formazione del personale sanitario nei primi periodi dell’emergenza, quando ancora l’epidemia non era diffusa ma lo stato di emergenza conclamato.

Insomma, non si può mandare un esercito in guerra con le scarpe di cartone ma così è stato, e gli operatori sanitari che con abnegazione e sacrificio, continuano a prestare servizio di frontline in questa drammatica emergenza, svolgono il loro lavoro in mezzo ad un fuoco incrociato: il terribile virus da una parte e le carenze strutturali dall’altro.

Quando questo difficile momento sarà passato, le responsabilità dovranno essere ben individuate, quello che non funzione dovrà essere cambiato e chi ha sbagliato dovrà pagare, senza sconti o protezioni ad hoc.

Non dimentichiamoci di chi oggi non a caso chiamiamo EROE e come cittadini, tutti dovremmo insorgere per proteggere chi salva sul campo “a mani nude” noi e i nostri cari.

𝘼𝙣𝙙𝙧𝙚𝙖 𝘾𝙤𝙧𝙧𝙚𝙜𝙜𝙞𝙖
già portavoce comunale del
𝙈𝙤𝙑𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 5 𝙎𝙩𝙚𝙡𝙡𝙚 𝘾𝙧𝙤𝙩𝙤𝙣𝙚

Covid19 #Crotone #M5S #ASP