Riceviamo e pubblichiamo

Manifestiamo sincera vicinanza, solidarietà e comprensione agli operatori commerciali ed a quelli che esercitano attività di pubblico servizio che nei giorni scorsi si sono ritrovati davanti il palazzo Comunale proponendo la loro difficilissima situazione e chiedendo aiuto e sostegno e, soprattutto interventi incisivi da parte delle Istituzioni ad ogni livello (Comune, Regione e Governo Nazionale).


In particolare modo tutte le attività commerciali e di servizio a seguito della Pandemia dovuta al Coronavirus, e del conseguente blocco delle attività stanno portando al collasso e alla chiusura tante aziende, molte delle quali avranno difficoltà insuperabili per questo saranno costrette alla chiusura con incalcolabili danni per tutti. Non c’è tempo da perdere!
Chi deve agire lo deve fare ora oppure potrebbe essere troppo tardi.

Una situazione difficile per tutti quei commercianti che già prima facevano fatica a pagare i numerosi balzelli e tasse, e che oggi, loro malgrado, si vedono difronte a scelte drastiche; mandare in cassaintegrazione i loro dipendenti o peggio licenziare.

In questo contesto ognuno dovrebbe fare la propria parte senza eccezione alcuna ed è vietato a chiunque assentarsi, o peggio voltarsi dall’altra parte, come, purtroppo stanno facendo alcuni che rifiutano persino qualunque contatto e confronto con queste problematiche, con le categorie e gli stessi interessati.

Come hanno a gran voce urlato i commercianti in piazza della Resistenza è urgente che il Governo Conte passi dai pronunciamenti ai fatti.
Per ripartire le aziende hanno bisogno di liquidità, anche a fondo perduto, di cui ancora non si vede nemmeno l’ombra.
E’ questa una esigenza ineludibile come sostengono tutti gli economisti e come, fra l’altro, dicono da tempo le organizzazioni nazionali rappresentative delle imprese e del mondo del lavoro.
E poi la regione che finora ha brillato solo per pronunciamenti e apparizioni su tutti i talk show senza mai attuare una concreta azione di sostegno a favore della economia regionale.

E poi il nostro Comune:
La sua assenza si nota e si vede.
Potrebbe fare alcune cose anche minime ed invece risulta completamente immobile ed inesistente persino sulla ordinaria, ricorrente e giornaliera attività amministrativa.
Non solo non si fa questo con assoluta non curanza per quanto viene compiuto ogni sforzo per aggravare la situazione come dimostra lo stato dei servizi, la curatela delle strutture viarie, lo stato di più completo abbandono del nostro cimitero il giorno della tanto attesa riapertura, la riduzione dei servizi di trasporto pubblico che ha emarginato interi quartieri popolari della città.
E si potrebbe continuare all’infinito.

Tuttavia, quello che ci preme di più sottolineare non è solo questo, che ormai viene rilevato giornalmente dai cittadini, quanto, invece, la rinuncia a dare voce e sostegno alla drammatica situazione e alle tante sofferenze che ogni settore della città sta vivendo drammaticamente.

Il comune dovrebbe essere e farsi sentire in sintonia con i cittadini.
Fornire i servizi ma anche, in queste circostanze soprattutto, essere a fianco dei cittadini che lottano in un momento difficile che per lungo tempo, purtroppo, sarà contrassegnato da tante difficoltà.
Chiunque lo amministra in questo momento deve sapere collegare e comunicare le esigenze della città a tutti i livelli di Governo e di responsabilità e non invece stare con le braccia conserte.

Quello che serve e quello che auspichiamo è una presa di coscienza e l’assunzione di iniziative di sostegno, anche di natura solidaristica, che darebbero un segnale di presenza tanto atteso dalla generalità dei Crotonesi.

Per i Demokratici
Antonio Megna